ALPI: altre abbuffate bianche in arrivo?
Perturbazioni in veloce sequenza caratterizzeranno ancora pesantemente il tempo sul nostro Paese almeno fino al weekend. Vediamo dove e come si manifesteranno i fenomeni che il cielo ci ha preparato e quanta neve ci dovremo ancora attendere sulle Alpi.

E’ un gioco incrociato, un ritmo sequenziale scandito alla perfezione dall’incastro alternato tra Africa e Atlantico. In entrambi i casi, contrariamente agli inverni recenti, quando si parla dell’uno o dell’altro non intendiamo anticicloni, bensì perturbazioni.
Insomma qualcosa è cambiato nella circolazione a livello emisferico; lo abbiamo spiegato in altri articoli di approfondimento citando gli studi di correlazione tra minimo solare e copertura nuvolosa. C’è anche da notare che, caratteristica peculiare di questa stagione, è anche l’evidente abbassamento dei flussi perturbati, quelli che in gergo si chiamano “storm tracks”. La via delle perturbazioni è quindi apertissima e ce ne siamo accorti.
Graziati finalmente da Madre Natura che sta provvedendo a rifornire i serbatoi di falda italiani e soprattutto i nostri ghiacciai messi recentemente a dura prova da lunghi periodi di siccità cronica, siamo qui ora a numerare i corpi nuvolosi in sfliata sul Vecchio Continente.
Ebbene, non si sarà ancora esaurita l’azione del sistema perturbato numero 1 attivo sulle nostre regioni centro-meridionali, che già sulla Tunisia un altra trottola vorticosa sta prendendo forma sul deserto, corpo nuvoloso plasmato dal ramo ascendente della corrente a getto subtropicale.
Il nuovo sistema frontale nord-africano, il numero 2, si porterà dunque rapidamente lungo la scia del precedente e impegnerà giovedì le nostre regioni meridionali, le centrali adriatiche e in parte anche il nord-est con nuove piogge, anche forti.
Il nord-ovest, la Sardegna e in parte anche Toscana, Umbria e alto Lazio nel frattempo vivranno un giovedì più tranquillo ma le eventuali schiarite avranno vita breve, incalzate da una nuova perturbazione, la numero 3, lanciata a razzo contro le Alpi dalla corrente a getto polare.
Venerdì pertanto situazione diametralmente invertita: nuove precipitazioni in arrivo al nord, Sardegna e sulle centrali tirreniche, con nevicate abbondanti lungo le creste alpine occidentali accompagnate da venti tempestosi. Situazione particolarmente pesante prevista lungo i settori confinali delle Alpi Cozie, Graie e sull’alta valle d’Aosta. Qui i fiocchi potrebbero localmente sconfinare anche a quote prossime ai fondovalle.
Il gioco dei laghi di aria fredda potrebbe portare qualche fiocco a quote basse se non addirittura prossime al piano anche tra il Piemonte orientale e la Lombardia nord-occidentale. Fenomeni rotti e meno convinti su basso Piemonte e Romagna. Ma non è finita.
Sabato una nuova perturbazione atlantica, la numero 4, raggiungerà il nord e, risucchiata da un minimo di pressione scavatosi nel frattempo sulla val Padana a causa dei forti venti occidental in atto sulle Alpi, tenderà ad incastrarvisi allargando poi il suo ventaglio nuvoloso a quasi tutto il Paese.
Altrove arrivano nuove precipitazioni. La quota neve rimarrà piuttosto bassa sulle Alpi, soprattutto sul Triveneto. Qui saranno prese di mira anche le loalità poste tra 500-700m. In pianura prevarrà comunque la pioggia. A seguire la situazione non si tranquillizzerà riservando alle nostre montagne nuove abbondanti pennellate di bianco.
Autore : Luca Angelini
