Non c’è pace per la PENISOLA: maltempo ad oltranza, poche pause, sbalzi termici, ancora neve sui monti
Solo in coincidenza dei giorni della "merla" paradossalmente ritenuti dalla tradizione popolare i più freddi dell'inverno, una zona di alta pressione potrebbe intervenire a tranqullizzare questa atmosfera inquieta.
Inverno decisamente memorabile per le Alpi, nevoso ed insolitamente freddo per molte zone della Valpadana, onestamente mite ma molto piovoso sul resto d’Italia.
Una pioggia che aldilà delle strumentalizzazioni di qualche comune o provincia alla ricerca costante di “richieste di calamità naturale” fa solo bene alla nostra terra, ai nostri invasi, così come la neve darà una grossa mano ai ghiacciai, facendo dormire sonni inquieti ai soliti noti che speravano di poter calcare la mano sulla loro prossima fusione estiva per avere maggior credito presso gli organi televisivi o di stampa.
Ci attende una primavera PROSPERA, più verde e scintillante che mai, eppure si cerca di sminuire l’operato della natura, anche quando ci viene incontro.
Eh si, perchè guardate che razza di strano, singolare, avvincente inverno ti tira fuori madre natura, gelido al punto giusto tra States e Canada come avviene di norma quasi ogni anno, super dinamico in Europa.
Se poi il conclamato stato di riscaldamento che va via via prendendo piede nella zona del Polo finisse per frantumare il vortice polare in misura tale da inviarci colate gelide a ridosso del San Valentino (perchè prima di allora onestamente non è lecito pensarlo), credo che i vari catastrofisti avrebbero di che preoccuparsi, visto che il loro messaggio di Terra alla deriva a tutti i costi non verrebbe più preso sul serio.
Intendiamoci: non è un minimo solare o una Nina prolungata che può annullare totalmente il rialzo della temperatura globale o che rende le notti insonni agli ambientalisti, ma è singolare notare quanto basti davvero poco per mettere in crisi le certezze e i dogmi dell’Ipcc e dei suoi accoliti.
Del resto nell’Italia viziata e “inurbata” di oggi un ritorno dell’era glaciale sarebbe visto davvero come una catastrofe dalla popolazione. Pensate solo se le ragazze dovessero rinunciare alle scollature estive o alla tintarella al mare, pensate a quante spese in più per riscaldarci, che speculazioni sull’acquisto di generi di prima necessità, ai risvolti economici negativi per molte nazioni europee, solo per fare qualche esempio. Come dice il saggio siculo: “caldo o freddo che sia, sempre pagare dobbiamo”.
E allora tuffiamoci in questo pazzo tempo di fine gennaio con le correnti atlantiche scatenate, ondulazioni del getto appana sufficienti a scaricarci addosso vortici perturbati in serie con effetti che tenderanno progressivamente a risultare più vistosi al nord delle Alpi in termini precipitativi ma per il resto ampiamente visibili anche sullo Stivale.
Dopo l’episodio perturbato attuale, ciciogenesi mediterranea sullo Jonio ed altre piogge al sud sino a giovedì, al nord e al centro parentesi più fredda ma senza fenomeni e con un po’ di sole. Venerdi intenso fronte da ovest che impatterà l’arco alpino occidentale senza fermarsi e spingendo parte dell’umidità anche sulla Valpadana con possibili brevi nevicate. Sabato altro peggioramento esteso un po’ a tutta la Penisola con altra neve sulle Alpi, fugace momento primaverile al centro-sud ma ancora piogge, domenica più fredda, lunedì e martedì ancora perturbati con altra neve a bassa quota a tratti al nord.
Da mercoledì ecco l’alta pressione approfittare di un indizio di rallentamento del vortice polare portarsi a proteggere per qualche giorno la Penisola, forse sino al 1-2 febbraio. Attendibilità dell’evoluzione però tutta da dimostrare.
SINTESI PREVISIONALE sino a MARTEDI 27 GENNAIO:
mercoledì 21 gennaio: migliora al nord, poi anche sulle centrali tirreniche e la Sardegna, ancora maltempo altrove, neve oltre i 1200m su centro-est Alpi e piogge altrove, temporali al sud. Migliora anche sul Triveneto verso sera. Temperature in calo dalla sera, specie sulle Alpi.
giovedì 22 gennaio: la giornata migliore della settimana al nord e al centro con prevalenza di schiarite, ancora perturbato al sud e sulla Sicilia con piogge e temporali e calo della quota neve sin verso i 1000m, calo delle temperature, specie in quota e al centro-sud.
venerdì 23 gennaio: nuovo peggioramento al nord con forti nevicate sulle Alpi occidentali, moderate altrove, forse anche qualche breve nevicata passeggera in Valpadana (rischio 45%), piovaschi sulla Liguria, rovesci in Toscana, Umbria ed alto Lazio con ulteriore peggioramento su tutta la fascia costiera tirrenica e sulla Sardegna con piogge, variabile ma secco in Adriatico e sullo Jonio, freddo al nord, mite al centro-sud per forti venti da WSW.
sabato 24 gennaio: altro fronte perturbato con maltempo su tutta la Penisola, ancora fitte nevicate sulle Alpi con limite in temporaneo rialzo sin verso i 1200m, piogge e rovesci soprattutto sui versanti tirrenici e la Liguria. Temperature stazionarie al centro-sud, in rialzo al nord, specie in Liguria.
domenica 25 gennaio: maltempo sul nord-est, Emilia-Romagna, medio-Adriatico, basso Lazio, meridione con piogge e temporali, neve a bassa quota sulle Alpi orientali e Appennino emiliano, neve anche su Appennino marchigiano ed abruzzese oltre i 600-700m e su quello meridionale oltre gli 800-1000m. Migliora sul nord-ovest, alto Tirreno, Sardegna e dal tardo mattino anche sul Triveneto e dal pomeriggio sull’Emilia. Temperature in calo ovunque tranne sulle pianure del nord-ovest, dove si avrà un aumento.
lunedì 26 gennaio: al mattino bello ma freddo quasi ovunque, nel pomeriggio peggiora al nord e sulle centrali tirreniche. Altra neve, forse in pianura al nord, oltre i 500-600m al centro ma in rapido rialzo. Al sud peggiora su Campania, da sereno a parzialmente nuvoloso altrove. In serata tutto traslerà verso le regioni adriatiche ed il nord-est.
martedì 27 gennaio: maltempo su nord-est, Romagna, centrali adriatiche, meridione con piogge e neve sino alle quote medio-basse, rasserena al nord-ovest e sulle centrali tirreniche. La pressione tende a rialzarsi a partire da ovest.
Autore : Alessio Grosso