10:56 4 Marzo 2024

Il MALTEMPO tornerà prepotente nel week-end? Le prospettive del modello americano ed europeo

Dopo una fase variabile-instabile che interesserà l'Italia nei prossimi tre giorni, il tempo potrebbe subire un nuovo attacco perturbato durante il prossimo fine settimana. Cosa dicono le mappe a riguardo? Facciamo il punto della situazione.

Tra la notte di martedi e la giornata di mercoledi una veloce perturbazione porterà alcuni rovesci in transito da nord a sud associati ad un lieve calo delle temperature. Giovedi sembra probabile una pausa, mentre da venerdi il tempo potrebbe nuovamente peggiorare da ovest stante l’arrivo di una nuova ed intensa perturbazione.

Facciamo però parlare le mappe, tenendo presente che si tratta di una previsione a medio termine, di conseguenza ancora passibile di cambiamenti. La prima mappa mostra la situazione sinottica attesa in Italia nella notte tra sabato 9 e domenica 10 marzo secondo il modello americano:

Porta atlantica spalancata con tutte le perturbazioni che, una dopo l’alta, faranno la spola dall’Europa occidentale verso il Mediterraneo. La perturbazione che ci potrebbe interessare si approssimerà al settore di nord-ovest, con precipitazioni anche a carattere di rovescio e nuove nevicate sulle Alpi con quota neve da verificare. Nella giornata di domenica 10 marzo quasi tutto il centro-nord potrebbe restare sotto la pioggia con un successivo aggravamento del tempo anche al meridione.

Il modello europeo, per il medesimo lasso temporale (la notte tra sabato 9 e domenica 10 marzo) risulta leggermente più reticente rispetto all’americano, ma la dinamica risulta molto simile:

La leggera reticenza del fronte ad evolvere verso levante determinerà un ingresso più meridionale con conseguente maggiore stazionarietà dei fenomeni su buona parte del centro-nord durante il week-end. Questa previsione è presente anche nel modello canadese che opta per un rallentamento ancora più spinto della perturbazione sul Mediterraneo.

IN DEFINITIVA: pertanto il fine settimana, il modello americano appare leggermente più veloce come interessamento frontale, anche se la tesi più accreditata contempla un suo rallentamento e successiva lenta evoluzione a levante con maggiore persistenza dei fenomeni (vedi modello europeo e canadese).