11:38 31 Dicembre 2024

Le ondate di freddo che “FALLISCONO” al NORD

Ogni volta che sull’Italia arriva (o meglio arrivava) un’ondata di freddo da est, le prime regioni ad essere interessate sono le centrali adriatiche ed il meridione. In queste zone l’aria fredda impatta direttamente sui contrafforti appenninici, scaricando grandi quantità di neve. Spesso i bianchi fiocchi baciano Ancona, Pescara ed in qualche caso anche Bari. La prima fase di un’ondata di freddo dai quadranti orientali vede quindi il nord Italia ed il Tirreno sottovento alle correnti gelide da nord-est. Il freddo può essere pungente su queste regioni per via del vento e del cielo sereno, ma la neve non si fa vedere. Se l’aria fredda riesce ad invadere tutto il Mediterraneo, la situazione spesso si complica. Il Mare Nostrum ha una temperatura assai più alta rispetto alle correnti gelide in arrivo da est. Il contrasto termico genera spesso depressioni in grado di garantire, prima o poi, la neve per tutti. Nelle grandi ondate di gelo succede quasi sempre così: successe nel 1929, nel 1956, nel 1985, ma anche in ondate fredde minori, ma egualmente incisive, come nel 1991 e nel 1996.

Questa norma può comunque essere “violata” in caso di alte pressioni troppo invadenti come sta succedendo ormai da molti anni. Il gelo da est è garantito, il nord Italia scende a bassissime temperature, si forma il cuscino freddo, ma esso resta fine a se stesso ed inutilizzato, in attesa che l’alta pressione riporti nuovamente i termometri a salire senza aver visto nemmeno un fiocco cadere.

Ondate di freddo “fallite” per il nord Italia se ne ricordano diverse, ma non tantissime. Quella più eclatante accadde a cavallo tra il 1992 ed il 1993. In questa circostanza non ci fu verso di far nevicare al nord, tranne che in Emilia Romagna e sul basso Veneto. Le correnti gelide orientali ricoprirono di neve gran parte delle città del centro-sud. Per il nord si attendeva la formazione di una depressione “da contrasto” più ad ovest, che invece non si formò. Il gelo come arrivò, se ne andò, senza lasciare nulla a terra. Anche la grande ondata di freddo del 2012 ebbe un finale inglorioso con il ritorno dell’alta pressione e della mitezza.