10:14 4 Novembre 2024

Che cos’è l’INVERSIONE TERMICA?

Capita molto spesso, in pieno inverno con condizioni anticicloniche, che si parta da una località della Pianura Padana con una temperatura prossima allo zero ed un cielo grigio, e che si raggiunga una località di montagna dove invece splende il sole e la temperatura è gradevole. L’osservatore profano rimane in un primo tempo sbigottito davanti a questo apparente “paradosso meteorologico”, avendo lui sempre identificato il clima di montagna più freddo di quello della pianura. In effetti nella maggior parte dei casi è così, tuttavia vi sono delle eccezioni.

Quando in pieno inverno o nel tardo autunno siamo in presenza di una zona di alta pressione, con scarsa circolazione del vento, i moti dominanti sono diretti dall’alto al basso. Questo fatto, oltre a scoraggiare la formazione delle nubi, che si formano, invece, con i moti dal basso, determina un accumulo di umidità, di freddo e purtroppo anche di sostanze inquinanti in prossimità del suolo. L’alta pressione agisce, insomma, come un coperchio che riduce notevolmente gli scambi di masse d’aria tra il suolo e la quota.

Quando questa situazione perdura per più giorni si crea il fenomeno dell’inversione termica, ossia si costruisce un cuscino freddo e umido in prossimità del suolo che non può sfuggire da li, a causa della compressione esercitata dall’alta pressione. Questo, oltre a mantenere temperature basse, contribuisce alla formazione della nebbia.

L’inversione termica è molto frequente su tutte le pianure nel periodo invernale in condizioni di calma. Sulla Pianura Padana è presente per quasi tutto il semestre freddo e non solo in condizioni di alta pressione. L’aria fredda può, difatti, ristagnare al suolo anche quando si hanno afflussi di aria più calda, che essendo più leggera, vi scorre sopra.