Tutta la NEVE in arrivo da giovedì a Natale: le zone colpite
Attenzione: la previsione è suscettibile di variazioni a causa di una persistente incertezza modellistica riguardo il periodo in oggetto. Resta comunque al momento la tesi ufficiale del principale modello di riferimento: ECMWF.
Si prospetta un doppio passaggio perturbato tra giovedì 19 e martedì 24 dicembre sull’Italia con correnti che varieranno da sud a nord e che lasceranno a secco diverse regioni, coinvolgendone invece diverse altre.
Le nevicate tra giovedì 19 e venerdì 20 colpiranno dapprima l’arco alpino, specie centro-orientale e poi l’Appennino ligure di Levante e quello emiliano, attestandosi in media oltre i 1200m, con quota neve in abbassamento sul finire dell’episodio.
Venerdì 20 ne sarà coinvolta anche la dorsale appenninica sino alle regioni centrali, a causa dell’approfondimento di un minimo depressionario al suolo, alimentato da aria fredda, e con limite della neve dapprima intorno ai 1000m, in calo a 600-700m, specie in Sardegna, a causa dell’arrivo di aria più fredda da nord, qui una mappa che riassume quanto esposto:

Dopo una pausa, prevista nella giornata di sabato 21, ecco l’arrivo di un’altra perturbazione per domenica 22 e lunedì 23, anche più intensa, in sfondamento da nord e accompagnata da aria molto più fredda, in grado, secondo il modello ECMWF (ma l’ipotesi è ancora di verificare) di portare neve sino ai fondovalle sui settori alpini più settentrionali, qualche rovescio di neve persino su basso Veneto e Romagna fino in pianura e poi lungo gran parte di Marche, Abruzzo, Molise e nord Puglia sin quasi in pianura o addirittura in costa (anche qui ipotesi un po’ troppo ottimista):

Altra neve cadrebbe in Sardegna, questa volta anche sull’Appennino campano e calabrese, così come sul nord della Sicilia, accompagnata da venti gelidi da nord e da un sensibile calo delle temperature. Sembra un’ipotesi davvero estrema, eppure questa è l’emissione di oggi del modello ECMWF. Notate anche gli accumuli di neve molto copiosa a nord delle Alpi per effetto dell’effetto stau (stazionamento) delle masse d’aria umida.
Seguite tutti gli aggiornamenti perché la situazione comincia a farsi davvero interessante.