08:51 4 Novembre 2025

Spunta un’onda di calore stile 2003 a metà novembre: picchi di 27°C

Il maltempo cambierebbe obiettivo tra il 13 e il 15 novembre e gran parte d'Italia verrebbe coinvolta dalla risalita di una massa d'aria calda dal nord Africa, vediamo quanto c'è di vero.

Una massa d’aria calda con valori termici sino a 20°C a 1500m, potrebbe mettersi in moto dal nord Africa in direzione di gran parte d’Italia da giovedì 13 a sabato 15 novembre, a causa di un affondo troppo occidentale di una depressione atlantica.
E’ una sorta di “anomalia” che torna. Questi ripetuti affondi verso la “fossa delle Canarie” nell’estate del 2003 delle pur modeste saccature atlantiche, comportarono per l’Italia un’ondata di caldo prolungata che passò alla storia.
Per fortuna siamo a metà novembre e un’avvezione calda come quella che si prevede al massimo potrà spingere i valori termici al suolo sin verso i 27°C.
Vediamo intanto la carta barica che andrebbe a produrre questo “rimbalzo caldo” in direzione delle nostre regioni centrali e meridionali, è prevista per il 13 novembre:

Ed ecco le potenziali conseguenze sul piano termico a 1500m, notate l’isoterma dei +20°C che abbraccia la Sardegna e quello dei +17°C gran parte del sud:

E al suolo? Ecco i valori che potrebbero raggiungere le temperature sulle regioni centro-meridionali nel momento più caldo di questa avvezione, cioè sabato 15 novembre:

Punte di 27°C in Sardegna, Calabria e Puglia, di 24°C a Roma, Napoli e Catania, 25°in Basilicata. Fossimo stati in luglio avremmo raggiunto facilmente i 40°C, per fortuna è metà novembre, ma siamo comunque certi che se la previsione si avverasse molti milioni di italiani sarebbero comunque contenti di godersi questo “calduccio” fuori stagione.
Il nord comunque non ne verrebbe interessato, anzi lì insisterebbero nubi e potrebbe anche piovere.

ATTENDIBILITA’:
Al momento questo scenario viene visto soprattutto dalle emissioni ufficiali dei principali modelli (GFS e ECMWF) ma in realtà le analisi di controllo smentiscono questa evoluzione, optando per un ingresso diretto della depressione atlantica con maltempo diffuso e poco spazio per il caldo. Se i modelli però la segnalano nelle loro uscite principali, è preciso dovere del meteorologo tenerne conto, anche se al momento l’attendibilità di questa evoluzione è inferiore al 40%, considerata anche la distanza temporale.