Sotto traccia pronto un AGGUATO all’alta pressione?
Il modello canadese il più coraggioso, l'americano e l'europeo i più razionali, ma la strada verso un graduale cambiamento stagionale si sta facendo largo sotto traccia, "in galleria"...

Qualcosa si muove. Lo si vede dall’incertezza modellistica relativa agli ultimi giorni di agosto, con quell’anticiclone troppo facilmente ostentato sulle mappe ufficiali e poi appannato in quelle che mostrano la media di tutti gli scenari.
Il passo più coraggioso lo fa stamane il modello canadese proprio nella media degli scenari, mostrando a tutti cosa potrebbe succedere dal 27-28 in avanti: una flessione del
campo barico più decisa a ridosso della Penisola con conseguenze temporalesche al nord e su parte del centro.
Non così "sfacciati" appaiono invece gli altri due "signori" del tempo: l’americano e l’europeo ipotizzano un abbassamento graduale del flusso zonale atlantico con passaggio a condizioni di variabilità al nord a partire dalle Alpi dal 26-27 agosto in poi, mentre il resto del Paese si godrebbe comunque il sole e il caldo, anche intenso.
Entro fine mese, ci riferiamo a mercoledì 30 e a giovedì 31, il cedimento diverrebbe un po’ più marcato, con fenomeni temporaleschi in grado di spingersi sin sulle pianure del nord.
Certo, manca ancora il colpo del KO, quello che manderebbe finalmente in crisi l’estate con la E maiuscola e riporterebbe delle piogge temporalesche degne di tale nome anche sul resto d’Italia, almeno per qualche giorno.
Il turista che ci legge, specie quello che ha optato per godersi le vacanze dall’ultimo fine settimana di agosto sino a tutta la prima settimana di settembre, sicuramente farà gli scongiuri, ma è tale nell’ambiente l’inquietudine e la preoccupazione per la longevità dell’anticiclone, che cercare di scovarne un indebolimento è nostro preciso dovere: deve tornare a piovere, al più presto!
Autore : Alessio Grosso
