13:08 12 Settembre 2025

Inverno 2025-2026: NEVE in pianura, vediamo se arriverà

E' la domanda che si pongono milioni di italiani fin da quando sono sotto l'ombrellone a ferragosto. Vediamo le prime proiezioni.

Inverno 2025-2026: NEVE in pianura, vediamo se arriverà

E’ opinione comune che ormai il nostro inverno trascorra mite con rare occasioni di freddo e neve. Lo dice la statistica, lo dice il vissuto degli ultimi 10 anni, salvo rare eccezioni.
Quest’anno abbiamo come elemento in più da valutare lo sviluppo della Niña con possibili effetti sulle fluttuazioni della corrente a getto, quel fiume d’aria che transita a 10km di altezza alle latitudini medie e, con le sue oscillazioni, può avere un peso anche sul tempo del Mediterraneo. Non ci sono comunque garanzie di freddo in Europa in regime di Niña.
Se dovessimo dar retta alle proiezioni dei modelli a lungo termine potremmo annunciare l’ennesima stagione mite con poche situazioni veramente invernali e assenza di neve in pianura.
Certamente se dovesse intervenire una distribuzione pressoria più favorevole per l’Europa, le cose allora cambierebbero: (Nao negativa). Se il vortice polare risultasse più debole del solito o intervenissero riscaldamento stratosferici improvvisi (SSW) aumenterebbe la probabilità di freddo verso l’Europa meridionale.
Alla fine però per un po’ di neve in pianura al nord basterebbe una fredda tramontana per 24-36 ore e subito dopo l’arrivo di un fronte di una certa rilevanza in grado di determinare precipitazioni di addolcimento a carattere nevoso, come accadde lo scorso novembre ad esempio a Parigi.
Per cercare di capire qualcosa di più, abbiamo provato a consultare la proiezione quotidiana di GFS sino a Natale, basato anche sulla statistica. Il modello gira abbastanza dinamico per tutto novembre, proponendo fasi di maltempo come queste intorno a metà mese:

Subito dopo ecco l’arrivo dell’anticiclone russo, così come spesso accaduto nel recente passato prima che le correnti atlantiche prendano il sopravvento dall’Immacolata sino a Natale con la loro mitezza, e spazzando via tutto il freddo verso est:

Potrebbe esserci il primo raffreddamento significativo della stagione con alcuni giorni di freddo ma senza conseguenze importanti a livello di nevicate. Infatti subito dopo, invece di una perturbazione da ovest, arriverebbe l’anticiclone che, dal 10 al 21 ci terrebbe compagnia con il suo tempo stabile, le inversioni termiche e le nebbie sul catino padano:

Infine però arriverebbe la sorpresa natalizia, l’anticiclone migrerebbe verso nord quanto basta per determinare un affondo perturbato e freddo lungo le regioni adriatiche e meridionali con risvolti nevosi sino a quote molto basse, vento e temperature in sensibile calo.


Ovviamente si tratta di proiezioni, vaghe linee di tendenza, presto vi forniremo altri aggiornamenti in proposito, intanto per ora vi siete fatti un’idea molto generale di come potrebbero procedere le vicende atmosferiche.