Le piogge autunnali stenteranno a manifestarsi, intanto si scopre che l’Italia è uno dei Paesi che si sta scaldando di più sul Pianeta
L'Italia ultra-vulnerabile ai cambiamenti climatici. Le piogge autunnali non si vedono all'orizzonte. Intanto week-end abbastanza soleggiato, tra martedì e mercoledì saremo sfiorati da un nuovo vortice freddo ma con fenomeni modesti e relegati alle estreme regioni orientali.
SITUAZIONE: si è esaurita l’azione del primo vortice freddo di stampo decisamente autunnale che si è portato dal nord Europa verso i Balcani coinvolgendo temporaneamente le nostre regioni adriatiche. L’alta pressione non appare ancora determinata a chiudere la porta all’aria fredda e allora un secondo vortice ci sfiorerà tra martedì e mercoledì scivolando poi sull’est europeo. Vivremo così un nuovo moderato calo termico e sulle regioni di nord-est ed in Adriatico sarà anche possibile qualche temporale passeggero.
EVOLUZIONE: da mercoledì sera gradualmente l’alta pressione si porterà in posizione protettiva sul nostro Paese distendendosi lungo i paralleli dell’Europa centrale. In quota verrà altresì supportata da un cuneo anticiclonico di matrice subtropicale e per qualche giorno, forse più di qualche giorno, vivremo una parentesi estiva, che qui abbiamo ribattezzato PES, piccola estate settembrina.
PIOGGE AUTUNNALI: non si vedono per ora, come succede ormai sempre più spesso in Italia. Speriamo la situazione possa sbloccarsi dopo la metà del mese.
OGGI e DOMANI: a parte qualche addensamento al sud e lungo il versante adriatico con sporadici rovesci in Appennino e su Molise e Puglia, il tempo si manterrà abbastanza soleggiato e mite. Attenuazione graduale del vento da nord al centro-sud.
PREOCCUPANTE Un rapporto del Cnr illustra cosa stia accadendo al clima italiano: Le temperature sono aumentate di un grado in 100 anni (1865-2003), valore più alto di quello medio registrato su scala globale, che è di 0,74 gradi /100 anni (dati Ipcc dal 1906 al 2005).
IMPORTANTE PRECISAZIONE “Bisogna considerare comunque anche la collocazione delle stazioni – ha spiegato Michele Colacino del Cnr – che in passato era alle periferie delle città, mentre oggi, come a Roma, è in pieno centro”;
ONDATE DI CALORE: Significativo l’aumento delle ondate di calore, decisamente in crescita: il numero dei giorni ‘caldi’ registrati nei mesi estivi, da giugno a settembre, è passato dal 10% del decennio 1960-1970 al 40% del decennio 1990-2000.
PRECIPITAZIONI: La valutazione è complessa. Considerando gli ultimi 150 anni, la variazione non è statisticamente significativa, mentre valutando gli ultimi 50-60 anni, l’ammontare delle piogge risulta fortemente ridotto. Nell’Italia meridionale piove il 12-13 per cento in meno, in quella settentrionale la diminuzione è compresa tra 8 e 10 per cento. Si riducono le precipitazioni leggere (meno di 20 mm al giorno) e aumentano quelle intense (maggiori di 70 mm/g). Con minore risorse di acqua e maggiore rischio di frane e alluvioni. Sempre sul fronte delle precipitazioni, secondo prime analisi nell’area del Centro Italia, dai trend passati risulta un aumento significativo nella frequenza di eventi di grandine e scenari futuri mostrano che la probabilità annuale di eventi di grandine sembrano in crescita, specie in primavera;
RISCALDAMENTO DELLE ACQUE DEI LAGHI: Negli ultimi 50 anni, in particolare dalla metà degli anni ’80, la stabilita’ della massa d’acqua del Lago Maggiore è aumentata sensibilmente e si sono ridotte le profondità raggiunte dal rimescolamento invernale. In particolare, è aumentata la temperatura di tutta la colonna d’acqua: nel 1956 era di 5,8 gradi, nel ’63 e’ stata di 5,9 gradi e nel 1979 di 6 gradi. Nel 2006 la temperatura ha segnato 6,22 gradi.
Autore : Alessio Grosso