L’anticiclone di Natale una certezza da 40 anni: rieccolo
L'alba anticiclonica di lunedì 16 pomeriggio sul Milanese, un classico del Natale italiano ormai da tanti anni, salvo rare eccezioni. Il clima in questo senso non è cambiato proprio per niente.
Il flusso perturbato atlantico alto di latitudine, l’anticiclone parcheggiato a sud ovest del Continente sempre pronto ad entrare in azione, l’accelerata impartita dalla corrente a getto da ovest, figlia del compattamento del vortice polare. Tante cose tecniche per dirne una sola: l’anticiclone sta per tornare tra noi, come succede praticamente quasi sempre, perlomeno per chi ha vissuto gli ultimi 40 anni, salvo poche eccezioni.
Il disgelo natalizio oltralpe è una sorta di consuetudine che perdura addirittura da mezzo secolo, dopo un periodo freddo in cui l’inverno sembra quasi giocare d’anticipo nella prima parte di dicembre, sotto Natale il flusso delle correnti miti oceaniche da ovest per anni è venuto a regalare un tiepido Natale di disgelo a nord delle Alpi e spesso anche da noi.
Il punto è che da noi molti non se accorgevano, perché sul Mediterraneo l’anticiclone impediva l’ingresso di queste correnti, mantenendo ovviamente il bel tempo, ma favorendo nebbie fredde su molte zone pianeggianti, segnatamente al nord, dove altro che disgelo: le temperature per inversione termica rimanevano molto basse.
Dalla fine degli anni ’70 ma soprattutto dopo la metà degli anni ’80, queste performances dell’anticiclone sono diventate più frequenti, durature e con introduzione di aria molto mite in quota, mica per niente è stato ribattezzato: anticiclone mangia-inverno.

La sua durata è variabile: un mese intero, quasi tutto l’inverno nelle annate più tragiche, poche settimane o addirittura di meno, nelle annate più fortunate.
C’è dunque da sperare quest’anno di assistere ad un po’ di inverno, perché non lo vediamo così potente. Forse da Capodanno in poi.
Per ora c’è la certezza di un Natale (ma anche prima) con l’entrata in scena dell’anticiclone e con temperature in quota sino a 15°C a 1500m, specie in Appennino e su ovest Alpi.
Questa mappa la dice lunga sull’anomalia prevista a 1500m: si va da 8 a 12°C in più rispetto alla media:

Altro che cambiamento climatico vien da dire: questo è un BLOCCO CLIMATICO, nel senso che da 40 anni fa così e non è cambiato molto, mentre a livello termico l’urbanizzazione e il consumo di suolo incontrollati hanno fatto il resto. Perché ci si chiede allora questa risalita dell’anticiclone dal nord Africa? Perché l’attività della cella di Hadley si è alzata di latitudine, ma questo sin dalla fine degli anni ’80, per questo non nevica più e non piove più come dovrebbe. Se questa anomalia (dovuta a cosa con esattezza non è dato saperlo) non ci fosse, sarebbe tutto come negli anni ’60 e ’70, ma quella era la norma? Mah…probabilmente nemmeno quella 😉