11:35 6 Febbraio 2025

GRANDE FREDDO in vista per San Valentino: il vortice POLARE si spacca ma…

L'inverno sta stentando anche in questo inizio di febbraio, a dispetto delle previsioni che sembravano più confortanti, ma un evento importante si va profilando all'orizzonte. Una divisione del vortice polare che finirebbe per spingere uno dei suoi rami gelidi verso l'Europa e forse l'Italia entro metà mese. Vediamo con quali conseguenze.

L’inverno è appeso ad un filo. Se il peggioramento del prossimo fine settimana, con un po’ di neve a bassa quota solo sull’estremo nord-ovest, sembra destinato a richiamare per l’ennesima volta venti di Scirocco e aria mite sull’Italia, se la successiva spinta delle correnti orientali sarà modesta come sembra e il freddo destinato ad entrare decisamente confinato alle quote superiori, entro metà mese potrebbe verificarsi un evento che, se confermato, porterebbe invece ad uno sconquasso sui cieli d’Europa e sarebbe finalmente in grado di determinare un episodio di chiaro stampo invernale.

Trattasi della divisione del vortice polare in due rami, come se un coltello affettasse una mela decisamente a metà, lo vediamo nello schema barico qui sotto riferita all’emisfero nord:

Se questa disposizione barica trovasse davvero conferma nei fatti e quella massa gelida puntasse almeno in parte anche l’Italia, da metà mese e nei giorni successivi il freddo invaderebbe il centro Europa e l’Italia portando temperature invernali a tutte le quote, mentre le interazioni con le miti temperature mediterranee potrebbero anche dar luogo a conseguenze di tipo nevoso, ma prima di avventurarci in qualche previsione “pericolosa”, meglio restare attaccati alla realtà delle mappe.
Una divisione ancora più netta del vortice polare si nota qui, da questa mappa del modello GFS sempre per lo stesso intervallo temporale:

Si nota infatti il doppio attacco degli anticicloni in sede polare e l’inserimento di masse d’aria gelide sin sull’est europeo, il nord Italia e il versante adriatico, sempre con freddo intenso e con conseguenze tutte da verificare.
Bene, passiamo ora alle solite note dolenti: quanto sono attendibili questi scenari invernali così crudi?
Al momento molti modelli leggono bene la divisione del vortice polare nel lungo termine, cioè tra il 14 e il 18 febbraio, ma non tutti chiaramente fanno convergere questo grande freddo verso l’Italia.
Infatti l’ipotesi più probabile diventa un “contact” tra le due masse d’aria di diversa origine sui cieli del centro Europa, come già accaduto in molti degli ultimi inverni, lasciando il Mediterraneo nel limbo, in una sostanziale situazione di “oblio”. Lo vediamo molto bene qui:

Dunque per ora le probabilità di assistere ad una fase invernale vera e conclamata, non superano il 20%, un valore piuttosto basso, pur considerando la distanza temporale dall’evento.
Oltretutto non è nemmeno detto che quella lingua gelida visiti l’Europa centrale, potrebbe essere soffocata dal rientro delle correnti occidentali con clima mite per tutti e tanta pioggia in arrivo. Insomma l’ipotesi fredda rilevante fa sempre più fatica ad imporsi sul Vecchio Continente.
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