Il timore dell’anticiclone PERPETUO è fondato?
E' possibile che l'anticiclone porti l'Italia verso una parziale desertificazione? E' possibile che persista per quasi tutto l'anno? Quando interverrà un'inversione di tendenza? Dobbiamo prepararci ad un clima sempre più arido? Cosa sta succedendo?

La presenza sempre più costante sull’Italia dell’anticiclone è motivo di crescente preoccupazione, poiché comporta gravi conseguenze per il clima e l’ecosistema del Paese. Questa persistente e intensa presenza dell’anticiclone provoca spesso prolungate siccità, con conseguenze devastanti.
Ghiacciai ed innevamento: sono sempre più in crisi a causa della mancanza di precipitazioni nevose, delle alte temperature, con lo zero termico che si porta sovente sopra i 4800m. L’attività sciistica non è fallita solo grazie all’utilizzo dei cannoni e del trasporto massiccio con i camion della neve dalle quote più alte a quelle inferiori.
È essenziale adottare strategie di adattamento e mitigazione per affrontare questa crescente anomalia dell’anticiclone africano e per proteggere le risorse naturali, l’agricoltura e la sicurezza idrica in Italia.

SITUAZIONE REALE
Se si eccettua il modesto passaggio di un fronte tra mercoledì 4 e giovedì 5 marzo, che determinerà comunque scarse e limitate precipitazioni, segnatamente sull’area di nord-est, sino al 10 ottobre NON si prevedono fenomeni rilevanti, nè un vero indebolimento dell’anticiclone.
Il passaggio del fronte tra mercoledì 11 e giovedì 12 ottobre al settentrione e marginalmente al centro non sembra in grado di stravolgere il quadro barico.
E’ davvero inquietante anche l’evoluzione successiva che prevede un ripristino almeno parziale (ma determinante) della presenza dell’anticiclone.
E’ dunque possibile che l’anticiclone persista per tutto il mese, eccezioni già evidenziate a parte? A nostro avviso è possibile che vi sia un’altra azione di disturbo tra metà mese e terza decade di ottobre, ma al momento non è dato sapere di che entità.
EVOLUZIONE POSSIBILE
L’andamento delle ultime stagioni mette in evidenza che anche il mese di novembre ha visto una marcata contrazione delle precipitazioni, salvo qualche eccezione. Dobbiamo però pensare che rimane uno dei più piovosi dell’anno, specie al nord e al centro, pertanto è ipotizzabile che qualche saccatura o depressione importante possano finalmente sfondare nel Mediterraneo portando precipitazioni abbondanti.
Dicembre è spesso partito con qualche situazione di maltempo anche di tipo simil invernale, ma poi ha lasciato sovente spazio all’anticiclone, che si trascina poi sempre più anche per gran parte del gennaio. Naturalmente ci sono le eccezioni a questo dominio inquietante.
La riduzione delle precipitazioni primaverili, concentrate in pochi episodi (anche alluvionali come nel recente caso dell’Emilia-Romagna) e la durata smisurata dell’estate, pur con qualche episodio tempestoso estremo, la dicono lunga su chi comandi in modo sempre più netto a livello barico sullo scacchiere europeo.
Peggiorerà ulteriormente la situazione?
Peggio di così è difficile, quando la situazione si spinge all’estremo, subentra sempre un meccanismo di retroazione che mette un freno a queste derive anticicloniche, ma il tempo non è un essere pensante, dunque nessuno sa quando SE e quando questo avverrà.
Autore : Alessio Grosso