Il dominio dell’anticiclone insidiato durante la prima decade di settembre
L'anticiclone potrebbe subire un attacco da parte delle saccature atlantiche durante la prima decade del mese di settembre?
Gli anticicloni ogni anno diventano sempre più potenti, duraturi, caldi. Il cambiamento del trend climatico si vede da questo. La loro estensione, persistenza e forza misura l’entità di questo stravolgimento, che ovviamente nega al nostro Paese le precipitazioni diffuse e le nevicate di cui avrebbe bisogno.
Sempre di più invece si manifestano fenomeni irregolari con temporali spesso grandinigeni che provocano danni locali ma non risolvono il problema della siccità che in questo momento interessa prevalentemente il centro e soprattutto il sud.
Si ha allora come l’impressione di vivere un’estate interminabile, così come d’inverno, se non fosse per qualche nebbia, di trascorrere intere settimane senza che accada mai nulla. E’ il dominio dell’anticiclone che preoccupa sempre di più. Ci sono poi le eccezioni con saccature che quest’anno avevano favorito precipitazioni molto abbondanti al nord, ma il bilancio resta comunque a favore dell’anticiclone.
Anche in questa prima decade di settembre che si annuncia, la performance dell’anticiclone sta mettendo in dubbio il tentativo di una saccatura di farsi largo verso il Mediterraneo. Ecco alcuni punti di vista dei modelli per il potenziale guasto del 3-5 settembre, partiamo dal più pessimista, cioè da quello che vede ancora l’anticiclone trionfare senza problemi:

E proseguiamo invece con una visione opposta, più favorevole al cambiamento, con una saccatura cioè più votata a sfondare nel Mediterraneo, qui si verificherebbero temporali su mezza Italia:

Ci sono anche le versioni intermedie, quelle più timide ma comunque efficaci nel ridimensionare il caldo e la potenza degli anticicloni presenti alle nostre latitudini, sempre nello stesso intervallo temporale:

La media di tutti gli scenari che cosa dice? Che probabilmente un modesto disturbo ci sarà, anche se non determinerà con buona probabilità alcuna vera crisi stagionale, avallando l’idea di una stagione che, ormai ogni anno, si spegne fisiologicamente a fine settembre e non prima.

Potrebbe mutare questo quadro barico? Certamente. Se la saccatura invece di inabissarsi in Atlantico puntasse con decisione il Mediterraneo e sfondasse sull’Italia, si vivrebbe una bella fase favorevole alle precipitazioni diffuse, ma al momento questa opzione ha un’attendibilità non superiore al 20%, mentre il disturbo è dato al 45%, infine la persistenza totale dell’anticiclone al 35%.
Resta il fatto che siamo immersi in una marea anticiclonica che ha stravolto completamente l’andamento delle stagioni e con la quale i modelli devono quotidianamente confrontarsi.
Seguite gli aggiornamenti.
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