Il CALDO INTENSO allunga la presa ma TEMPORALI dopo il 20 giugno
Giro di vite da parte delle mappe a nostra disposizione circa la durata del caldo intenso, che a parte qualche temporale, potrebbe continuare per tutta la seconda decade di giugno. Le prospettive dei modelli a medio e lungo termine.
Il caldo africano non molla: la morsa si allunga
Le speranze di un cambiamento, che fino a 24 ore fa apparivano concrete, si sono dissolte di fronte alle ultime emissioni dei modelli matematici. Le mappe più recenti hanno infatti scelto di prolungare la fase di caldo opprimente che, a quanto pare, potrebbe tenerci compagnia almeno fino al 20 giugno. È un comportamento tipico delle alte pressioni di questa caratura: strutture bariche talmente tenaci e persistenti che, una volta insediatesi, tendono a dominare la scena ben oltre le previsioni iniziali. Qualche temporale di calore al Nord e nelle aree interne del Centro rimarrà possibile, ma saranno solo parentesi isolate, incapaci di piegare le ire di un solleone precoce che trasformerà le nostre città in immense fornaci, rendendo l’aria irrespirabile persino nelle ore notturne.
Una cupola rovente sull’Italia fino al 20 giugno
Per comprendere la portata di questa situazione, basta analizzare la carta sinottica attesa per la metà della prossima settimana, in particolare per giovedi 19 giugno.

Una imponente cupola di alta pressione di matrice africana resterà sostanzialmente immobile sulla nostra Penisola. Da questa posizione privilegiata, continuerà a pompare aria bollente verso l’Europa e il bacino del Mediterraneo, investendo in pieno l’Italia. Come accennato, qualche temporale pomeridiano o serale potrà svilupparsi lungo i rilievi, ma si tratterà di fenomeni molto limitati nel tempo e nello spazio, senza alcuna conseguenza significativa su un eventuale e desiderato calo termico generale. L’egemonia del caldo, dunque, non verrà minimamente scalfita.
La possibile svolta: cosa accadrà dopo il 20 giugno?
La domanda che tutti si pongono è: quando potremo finalmente respirare? Una via d’uscita da questa fornace sahariana potrebbe materializzarsi probabilmente dopo il 20 giugno, ma è fondamentale sottolineare che si tratta di una tendenza che necessita ancora di importanti conferme. Lo scenario ipotizzato per l’inizio della terza decade del mese, in particolare per lunedi 23 giugno, mostra comunque un cambiamento radicale:

La cupola bollente dovrebbe finalmente iniziare a “sgonfiarsi”, indebolita sul suo fianco settentrionale. Questo cedimento permetterebbe l’ingresso di correnti relativamente più fresche ed instabili di matrice atlantica, che dall’Europa centrale punterebbero verso il centro-nord della nostra Penisola.
Tornano i temporali e un provvidenziale refrigerio
L’arrivo di quest’aria differente aumenterebbe sensibilmente il potenziale per l’instabilità atmosferica. Ecco infatti la mappa della probabilità di pioggia in Italia valida sempre per lunedì 23 giugno – In blu probabilità di pioggia bassa (sotto al 25%), in verde medio-bassa (fra 25 e 50%), in giallo medio-alta (fra 50 e 75%) e in rosso alta o molto alta” (oltre il 75%).

La probabilità di pioggia, e quindi di temporali, aumenterebbe in modo marcato soprattutto al Nord e nelle aree interne dell’Italia centro-meridionale. Gli effetti più evidenti si avrebbero sui settori alpini e prealpini, dove il rischio di fenomeni intensi sarebbe più elevato. A questa dinamica si assocerebbe l’effetto più atteso: un provvidenziale e generalizzato calo delle temperature, che dovrebbero finalmente abbandonare i valori roventi di questi giorni per riportarsi su standard decisamente più consoni e sopportabili per il periodo.