10:19 10 Ottobre 2023

GROSSO: “rivoluzione barica confermata da metà mese ma le PIOGGE?”

L'analisi della situazione. La possibile tendenza. Gli schemi barici che si ripetono, ma da tutto questo uscirà la pioggia? Scopriamolo insieme.

GROSSO: “rivoluzione barica confermata da metà mese ma le PIOGGE?”

 

Primo OBIETTIVO: la pioggia. Arriverà? Si, dalla metà del mese, anche se non in modo lineare. In pratica su alcune regioni potrebbe piovere abbastanza, su altre molto meno. 

Secondo OBIETTIVO: le temperature rientreranno in media? Si, la rivoluzione barica prevista farà rientrare i valori nella media e sull’est europeo addirittura ci sarà un assaggio d’inverno.

E’ tutto normale? Si, è tutto in linea con quanto di anomalo è accaduto negli ultimi anni. 

RIFLESSIONE: ricordiamoci che la rottura stagionale a metà agosto, il settembre già molto fresco, instabile e movimentato, risalgono ormai tutti al periodo compreso tra la metà degli anni 70 e i primi anni 80, in seguito la stagione estiva si è sempre più allungata ed è inutile stupirci degli exploit degli anticicloni, perchè sono diventati ormai la norma, non l’anomalia.

I NONNI: Ricordiamo però anche che i nostri nonni andavano a scuola il primo ottobre, proprio perchè prima si godevano la stagione estiva sino all’ultimo, dato che prima della piccola fase fredda degli anni 70, faceva quasi il caldo di oggi. Non si raggiungevano certi valori semplicemente perchè gli anticicloni magari erano un po’ meno forti e soprattutto perchè non c’era la densità abitativa di oggi con case e cemento ovunque. 

TORNIAMO ALLA PIOGGIA: l’immagine di apertura traccia il quadro barico, peraltro un po’ confuso, che dovrebbe aspettarci tra lunedì 16 e mercoledì 18 ottobre. Una distanza temporale ancora troppo lunga per essere certi che verrà confermata così com’è. Se andasse così e si rinnovassero le depressioni in sede mediterranea almeno sino al 26 ottobre, pioverebbe così:

In pratica assisteremmo a reiterati passaggi piovosi sul medio-basso Tirreno con riflessi anche lungo l’Adriatico, meno al nord e sulla Toscana. Ma è solo la mappa riassuntiva relativa ad un’emissione del modello americano. Cosa non convince allora? Tutta la dinamica tra il 16 e il 20 ottobre, che dovrà essere rivista alla luce di questa rivoluzione barica, verso la quale sembrano convergere molti modelli:

Questo è il TERZO fondamentale OBIETTIVO da raggiungere entro il 20 ottobre, sul quale c’è quasi più convergenza del periodo tra il 15 e il 18 ottobre. Quello che vedete sopra è uno schema barico che si è ripetuto per molti autunni del recente passato, dando l’illusione di un inverno finalmente con la I maiuscola, scenario poi quasi sempre cancellato dalla violenza delle correnti da ovest e dal ritorno dell’anticiclone. Sarà così anche quest’anno? Probabile, ma per fortuna non certo.

Il tempo non si prevede come fa il medico con l’ammalato che ha mal di testa: una pastiglia di ibuprofene e la certezza che passi tutto. Qui è più complesso. 

Sembra comunque certo l’accumulo di aria fredda sull’est europeo e sulla Russia, come vediamo in questa mappa termica a 1500m prevista per il 18 ottobre a cura del modello canadese, sicuramente su quell’area cadrà anche la prima neve di stagione:

RIASSUMENDO:
da sabato 14 il tempo cambia con il passaggio di un primo modesto fronte dai risultati però modesti o nulli.
Entro martedì 17 una depressione raggiungerà da ovest l’Italia portando piogge su gran parte del territorio ma con tendenza a localizzarsi al centro e al sud.
Da giovedì 18 possibile rafforzamento dell’anticiclone scandinavo e afflusso di aria fredda da est sul centro Europa, contemporaneamente da ovest inserimento di altre figure depressionarie.
Ne nascerà un’interazione? Ne scaturiranno nuove piogge per l’Italia? Questo è ancora tutto da capire.

 

Autore : Alessio Grosso