ARIA FREDDA: dove colpirà a fine febbraio?
Fine febbraio: la tensione zonale rallenta, scenari aperti sull’Italia.

L’ultima decade di febbraio potrebbe riportare qualche movimento interessante sullo scacchiere europeo. La tensione zonale, quel nastro teso di correnti occidentali che da settimane domina la circolazione, sembra destinata ad allentarsi un po’. Non è una novità: a fine inverno è un comportamento fisiologico dell’atmosfera, osservato più volte nel passato e plausibile anche quest’anno.
Il rallentamento, almeno nelle prime proiezioni, favorirebbe un parziale rovesciamento di aria fredda dai quadranti settentrionali, quindi favorirebbe una circolazione più meridiana, diretto soprattutto verso i Balcani negli ultimissimi giorni del mese, come mostra questa mappa barica di MeteoLive:

L’Italia rimarrebbe ai margini, ma non del tutto estranea: le regioni adriatiche potrebbero essere sfiorate da correnti più fredde, con rinforzo dei venti, calo termico deciso e qualche nevicata a bassa quota lungo la dorsale appenninica.
Si tratta però solo di uno dei possibili sviluppi. Le simulazioni, infatti, continuano a proporre tre scenari principali, ciascuno con una propria dignità previsionale.
Scenario 1: freddo sui Balcani che sfiora l’Italia (opzione più probabile)
Probabilità: 45%
Il rallentamento della zonalità permetterebbe una modesta ondulazione del getto: l’aria fredda scivola lungo i Balcani e lambisce l’Adriatico. Effetti attesi:
- venti sostenuti da NE sulle regioni adriatiche
- calo termico anche sensibile
- possibili nevicate a bassa quota sull’Appennino centrale e meridionale
- resto d’Italia solo marginalmente coinvolto
È lo scenario più coerente con la climatologia di fine febbraio e con la maggioranza degli ensemble.
Scenario 2: alta pressione più incisiva sull’Italia
Probabilità: 30%
In questa variante l’anticiclone riesce a distendersi con maggiore decisione verso la Penisola, deviando ulteriormente il freddo verso est. Conseguenze:
- tempo più stabile e mite
- ventilazione meno incisiva
- freddo confinato ai Balcani e al Mar Nero
È lo scenario “protettivo”, quello che vede l’Italia rimanere ai margini della dinamica.
Scenario 3: zonalità che non rallenta davvero
Probabilità: 20%
Nonostante i segnali attuali, esiste la possibilità che la frenata zonale venga smentita. In questo caso tornerebbero a prevalere correnti atlantiche tese e perturbate, con piogge frequenti e clima più umido. Una configurazione che ricorderebbe, per certi versi, gli assetti degli anni ’60 e ’70, quando la cella di Hadley era più bassa e le perturbazioni riuscivano a raggiungere l’Italia con maggiore facilità.
Scenario 4 molto poco probabile: freddo pieno sull’Italia con ciclogenesi nevose
Al momento appare molto difficile (5%) che il freddo riesca a colpire in pieno la Penisola generando depressioni mediterranee e neve fino in pianura. Gli indici e le dinamiche attuali non supportano questa ipotesi, che resta quindi ai margini della previsione.

