ANTICICLONE potentissimo ma l’inverno ci proverà per l’Immacolata: ecco dove
Evoluzione disastrosa per il nord e soprattutto per il sud delle Alpi per come si sta mettendo la situazione. Le precipitazioni coinvolgeranno soprattutto il centro-sud e l'Emilia-Romagna da qui al 10 dicembre, la neve sulle Alpi cadrà solo sulle zone confinali.

Niente di nuovo nell’inverno italico, se non forse che perlomeno il centro-sud verrà graziato dalla potenza dell’anticiclone che, ad ogni inverno ormai, si impone con una potenza sempre più impressionante, condizionando sia il regime termico che quello pluviometrico.
Quest’anno ha cominciato la sua performance addirittura a novembre, negando piogge e nevicate preziose, che poi mancheranno all’appello in sede di bilancio pluvio e nivometrico annuale. Invece di combattere i mulini a vento, sarebbe bene cominciare a pensare ad un’arma studiata in geoingegneria per smantellare questo anticiclone che sta sconvolgendo il clima d’Europa dagli anni 80, cioè da 45 anni.
Lo vediamo qui sotto nella sua posizione ormai consueta ad ogni inverno:

Nonostante una potenza di ben 1045hPa, la sua posizione leggermente defilata consentirà di mantenere attiva una certa variabilità sull’Italia durante la prima decade di dicembre, caratterizzata a tratti anche da autentici momenti perturbati sulle regioni centrali e meridionali, coinvolte dall’azione di un vortice depressionario che, per la veemenza delle correnti, si andrà a scavare all’altezza del medio Tirreno, saltando il settentrione, come vediamo qui sotto nella previsione tra il 6 e l’8 dicembre:

Queste scorribande da nord dell’aria fredda, saranno in grado comunque di mantenere attiva una discreta vivacità atmosferica sull’Italia con precipitazioni anche nevose lungo la dorsale appenninica, segnatamente settentrionale, e di portare piogge di una certa rilevanza al centro e sul medio-basso Tirreno, come vediamo qui nella mappa precipitazioni del modello GEM, sempre per lo stesso intervallo temporale di riferimento:

Si nota invece la quasi totale assenza di fenomeni al nord e sul basso Adriatico. Nella mappa neve spiccano gli accumuli sull’Appennino emiliano-romagnolo ed umbro-marchigiano, ma quasi nulla altrove, eccezion fatta per le Alpi confinali o l’Alto Adige:

C’è ancora ovviamente del tempo per capire intanto se questi affondi perturbati da nord, che potrebbero anche risultare diversi entro metà dicembre, avranno la forza di sfondare il muro anticiclonico e soprattutto se riusciranno a coinvolgere anche il nord e l’estremo sud. Due facce della stessa medaglia: il meridione che aspetta comunque la pioggia (la siccità è ancora un problema concreto, specie sulla Basilicata e la Puglia, ma anche in Sicilia) e le Alpi che aspettano la neve per il turismo.

