Anticiclone KO per il FREDDO delle PECORE: ecco quando
Il freddo delle pecore è un classico di inizio estate, anche se non si verifica sempre. Vi spieghiamo in cosa consiste e perché avrebbe la possibilità di concretizzarsi durante la terza decade di giugno.
Solitamente l’estate è sempre cominciata con un exploit importante dell’anticiclone, una scaldata possente, una sorta di delirio di onnipotenza visto dalle mappe, poi qualche battuta d’arresto, più o meno rilevante.
Il modello ECMWF ne vede una piuttosto importante già tra lunedì 16 e mercoledì 18, con una goccia fredda destinata a sfondare sullo Stivale portando temporali sparsi e un calo delle temperature, come vediamo qui sotto:

Rispetto a questo potenziale break temporalesco seguiranno molti approfondimenti su meteolive.it ma ora vogliamo parlarvi di un guasto ben più rilevante che il modello GFS prevede per l’inizio della terza decade di giugno, un affondo importante che si innescherebbe dalla Scandinavia e poi conquisterebbe anche il Mediterraneo centrale e dunque l’Italia, come si vede da questa mappa:

Le conseguenze sia sul piano precipitativo che termico risulterebbero importanti, soprattutto al nord e poi anche al centro, ma tutti sperimenterebbero comunque una decisa flessione termica e condizioni di instabilità.
I fenomeni più intensi però sono attesi al nord, come vediamo qui:

E perché si parla di freddo delle pecore? Perché nelle Alpi verso la fine di giugno le pecore, già tosate, vagano per i pascoli e con un calo termico come quello che si potrà associare all’inserimento di questa saccatura, la neve potrebbe tornare a cadere oltre i 2300m, facendo patire il freddo alle pecore. Eventi del genere nel recente passato tra la terza decade di giugno e l’inizio di luglio erano molto più frequenti, tanto da far coniare il detto del “freddo delle pecore”, poi l’estate riprendeva in tutto il suo splendore, ma intanto un break del genere serviva per tirare il fiato dalle grandi calure.
Ma quanto è probabile questo guasto? Al momento è solo un abbozzo del modello, anche se la media degli scenari prevede comunque un indebolimento dell’anticiclone, segnatamente tra nord e centro, proprio durante la terza decade del mese, pur in seno a correnti da nord-ovest e senza l’ingresso di una vera saccatura sull’Italia, come vediamo qui sotto:
