22:23 23 Febbraio 2026

Alta pressione in grande spolvero, rischio VALANGHE in aumento

Temperature in aumento in quota, arriva l'alta pressione su tutta Italia. Grosso problema per le montagne.

Alta pressione in grande spolvero, rischio VALANGHE in aumento

Non sarà la solita toccata e fuga dell’alta pressione questa volta. Da qui al termine di Febbraio il cielo sarà spesso sereno in ogni angolo dello Stivale e le temperature sono destinate a salire soprattutto alle medio-alte quote grazie alla presenza di un promontorio subtropicale letteralmente ancorato al Mediterraneo centrale. Questa cupola anticiclonica traghetterà aria più calda subtropicale verso il nostro Stivale, ragion per cui la colonnina di mercurio è destinata a salire non solo in pianura ma anche in collina e in alta montagna.

Paradossalmente le anomalie più calde saranno registrate proprio alle medio-alte quote, specie al di sopra dei 1500 m di altitudine dove agirà incontrastato il fenomeno della subsidenza atmosferica strettamente legato all’alta pressione. Le temperature insomma saliranno ancor di più in montagna portandosi localmente oltre i 6 o 7 °C a quote di circa 1500 metri, ma pare proprio che i termometri segneranno temperature sopra lo zero anche oltre i 2200 o 2300 m di quota. Questa situazione protratta per più giorni consecutivi sarà molto deleteria per tutta la neve presente in alta quota sia sull’Appennino che sull’arco alpino.

Un rialzo termico così persistente in montagna non è un dettaglio trascurabile. La neve accumulata nelle scorse settimane subirà una trasformazione rapida, soprattutto durante le ore centrali della giornata quando l’irraggiamento solare è ormai più incisivo rispetto ai mesi pienamente invernali. La superficie del manto nevoso tenderà a umidificarsi e ad appesantirsi, mentre negli strati interni potranno crearsi differenze di coesione tra neve più vecchia e neve più recente.

Lo zero termico (come mostrato nella mappa qui sopra del modello GFS su base grafica Meteociel), ovvero la quota a cui la temperatura sarà di 0 °C, potrebbe oscillare tra i 2500 e i 3000 m di altitudine su tutta Italia: questo significa che il manto nevoso per più giorni consecutivi sarà sottoposto a forte stress a causa di queste temperature superiori allo zero. Il rischio valanghe in questi casi cresce sensibilmente e potrebbe rappresentare un grosso problema ed anche un pericolo soprattutto per gli escursionisti.

Il rischio non riguarda soltanto l’alta montagna più estrema, ma anche itinerari escursionistici, ciaspolate e percorsi battuti che attraversano pendii apparentemente sicuri. La combinazione tra sole intenso, temperature sopra lo zero e assenza di rigide gelate notturne può accelerare il deterioramento della struttura della neve. Per questo motivo, in fasi come questa, è fondamentale monitorare i bollettini nivologici e prestare la massima attenzione alle condizioni del manto nevoso.

Un calo delle temperature potrebbe arrivare solo nella prima settimana di Marzo ma anche su questo punto ci sono ancora tantissimi dubbi, pertanto non mancheranno ulteriori aggiornamenti nei prossimi giorni.