10:19 3 Marzo 2025

Affondo ARTICO sull’Italia entro metà marzo: quanto c’è di vero

Un affondo freddo dalla Scandinavia potrebbe riportare una parentesi invernale tardiva sull'Italia. Molti modelli convergono su questa ipotesi, nonostante la distanza temporale. Ecco cosa potrebbe accadere.

Se il tempo continuasse con questo trend nel volgere di breve passeremmo da marzo a maggio, con un clima cioè primaverile, in un contesto certamente abbastanza dinamico ma pur sempre troppo mite per una primavera appena cominciata.
La transizione tra una stagione e l’altra invece deve necessariamente passare anche per qualche scambio meridiano, in grado di ritardare il momento del passaggio di consegne e soprattutto di ridistribuire il calore in modo meno drastico tra il nord e il sud del Continente.
Ecco allora che entro metà mese molti modelli vedono un affondo di aria artica scendere verso il centro Europa e provare a sfondare nel Mediterraneo, come si nota qui, da questa mappa termica prevista per mercoledì 12 marzo dal modello ECMWF nella fase embrionale dell’affondo:

Il modello GEM entro 24 ore da questa data, cioè per giovedì 13 marzo, ci va giù pesante e ipotizza un affondo perturbato proprio in sede mediterranea con conseguenze nevose a quote basse sulle Alpi, il nord Appennino e un sensibile calo termico su mezza Italia:

Non molto lontano da questa ipotesi il modello GFS, che però rimane più sul vago circa le conseguenze sia termiche precipitative per la stessa data:

Propone invece qualcosa di molto più appariscente nei giorni successivi, diciamo intorno a metà mese, quando vede i “rinforzi” freddi arrivare direttamente dall’artico con una saccatura ben più “cattiva”, ma qui la distanza temporale impone prudenza:

Se questa ipotesi appare quantomeno forzata, c’è convergenza sullo schema barico del 12-13 marzo, avallato oltretutto dalle medie degli scenari di ciascun modello. C’è dunque da pensare che la seconda decade di marzo possa mostrare il volto più dinamico della fase iniziale della primavera, fatta anche di ritorni improvvisi di situazioni quasi invernali. Seguite dunque gli aggiornamenti e scordatevi per il momento un’affermazione duratura dell’anticiclone.