00:00 22 Marzo 2002

Quando il Foehn non funziona..

Non sempre il Favonio riesce a scongiurare il rischio di un temporale d'estate al nord-ovest.

Quando soffia il Favonio il tempo a meridione delle Alpi, segnatamente su Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia è generalmente sereno, l’aria è secca e l’atmosfera limpida; ma può capitare anche che, in certe particolari condizioni, il Favonio non funzioni.

Così è accaduto nel luglio del 2000 e in molte altre occasioni nel passato. Quando una massa d’aria molto instabile e fredda attraversa le Alpi nel periodo estivo, in particolare nel mese di luglio e nella prima decade di agosto, la forte insolazione pomeridiana è comunque in grado di produrre nuvolosità cumuliforme anche imponente lungo la fascia pedemontana, lasciando sgombre da nubi significative le Alpi. Si parla anche di “stramazzo”.

I cumuli, sfilacciati dalle turbolenze prodotte dal vento in quota, piombano sulla Pianura Padana alla disperata ricerca di umidità per scaricarsi e, qualche volta, la trovano, soprattutto nella zona limite del Favonio, laddove l’aria è un po’ più umida e il vento meno intenso.

Capita allora che la cellula temporalesca sorvoli il comasco, il varesotto e il nord di Milano senza produrre rovesci, ma solo virga secche, per poi rallentare la sua corsa a sud del capoluogo lombardo e sfruttare l’umidità necessaria per far giungere il proprio contributo di precipitazioni al suolo: incredibile notare come nel momento in cui la pioggia tocca terra, si realizzi la condizione di “fronte di raffica” e un vento anche sostenuto prenda il posto del Favonio per qualche secondo, spirando dalla zona in cui piove verso le zone limitrofe e alzando rapidamente il tasso d’umidità dell’aria.

Ma è un attimo, subito dopo il vento si placa e basta attendere pochi minuti per ritrovare il Favonio perduto.

Vi proponiamo a tal proposito due foto esplicative del 15 luglio 2000.
Autore : Alessio Grosso