00:00 18 Novembre 2003

Pioviggine e rovesci

Cosa cambia tra un cielo imbronciato a luglio e uno a novembre?

Pioviggine e rovesci

Novembre: ci svegliamo sotto un cielo plumbeo, minaccioso, con la luce del giorno che filtra a fatica e prepariamo l’ombrello per affrontare il diluvio.

Giungiamo in ufficio e non è successo ancora nulla; all’ora di pranzo cade una pioggerellina modesta che non rimbalza nemmeno nelle pozzanghere, rientriamo a casa alla sera e il cielo è dello stesso colore con cui si era presentato all’alba.

Un analogo episodio nel mese di luglio sarebbe probabilmente sfociato in un forte temporale, seguito magari da un pomeriggio soleggiato.

Come mai allora questo diverso comportamento del tempo? In autunno ricominciano ad affluire sulle nostre regioni i fronti caldi che durante i mesi estivi viaggiavano a latitudini decisamente più elevate.

Queste perturbazioni sono caratterizzate da un’avvezione di aria mite ed umida sopra uno strato d’aria relativamente più freddo.

In una situazione del genere si verificano piogge in prevalenza deboli anche se continue, che spesso si presentano sottoforma di pioviggine.

In estate prevalgono invece i fronti temporaleschi che generano nubi a sviluppo verticale in grado di portare forti ed improvvisi rovesci. Una volta passato il temporale però il cielo può rapidamente tornare sereno.
Autore : Alessio Grosso