Per capire…
Alcune semplici nozioni per saper interpretare meglio il tempo
Per avvicinarsi alla meteorologia con maggiore entusiasmo, occorre cercare di memorizzare alcune situazioni tipiche che si presentano con una certa frequenza sul bacino del Mediterraneo.
Tra le condizioni maggiormente perturbate della Penisola citiamo senza ombra di dubbio quella legata alla formazione di una depressione sul Golfo di Genova.
Durante i mesi invernali i venti occidentali apportano aria mite e a tratti umida sull’Europa: prevalgono pertanto i fronti caldi.
In estate accade l’esatto contrario: l’aria atlantica è fresca e porta con sè fronti freddi rinfrescanti che danno origine ai ben noti temporaloni estivi, spesso accompagnati da grandine.
Le precipitazioni più importanti si verificano in presenza di un imbuto geografico, cioè quando l’aria umida è costretta a risalire i rilievi confluendo in una valle chiusa.
L’afflusso di aria fredda dai quadranti orientali durante l’inverno determina spesso l’accumulo di aria molto fredda sulla Pianura Padana, dove ristagna per molto tempo e prepara il terreno a possibili nevicate anche in pianura, in concomitanza con l’arrivo di fronti perturbati atlantici. Si parla allora di “cuscino freddo”.
I fronti che provengono da nord-ovest e si muovono rapidamente verso sud-est non determinano condizioni di apiccato o prolungato maltempo, anzi sul nord-ovest danno origine al Favonio, il vento di caduta che dissipa la nuvolosità, secca l’aria e renda l’atmosfera limpida e meno inquinata.
Anche sui dui versanti degli Appennini si origina spesso una corrente favonica determinata dal Libeccio sull’Adriatico o dal prolungamento della Bora sul Tirreno.
Autore : Redazione