00:00 5 Febbraio 2003

Il tempo meno prevedibile? Quello africano

Altro che i piagnistei italiani sulla difficoltà previsionale dovuta alla complessa orografia del nostro territorio.

Il tempo meno prevedibile? Quello africano

Se la previsione del tempo in Italia è difficile, in Africa l’impresa è ancora più ardua. Il perché ve lo spieghiamo subito:
-siamo lontani dal fronte polare e la radiazione solare è distribuita in modo più uniforme;
-solo raramente un fronte riesce a superare la fascia subtropicale di alta pressione;
-una fascia di bassa pressione si trova sulla zona equatoriale ma anche qui il cattivo tempo si distribuisce un po’ casualmente;
-le manifestazioni temporalesche sono spesso improvvise con cumulonembi che raggiungono 17 Km di sviluppo;
-le nubi prefrontali sono inesistenti, se non quelle legate al movimento di una saccatura a V, situazione niente affatto frequente;
-i fronti che fanno capo alla zona di convergenza intertropicale sono molto irregolari: scompaiono e ricompaiono improvvisamente e le piogge più intense colpiscono zone anche distanti 500 Km dall’equatore;
-la pressione è estrememente livellata: questo vuol dire che può piovere anche in una zona anticiclonica ed esserci bel tempo in una ciclonica;
-la forza di Coriolis tende a zero quando si è prossimi all’equatore, pertanto l’angolo che il vento forma con le isobare è assai variabile.

Bisognerà quindi essere dei veri esperti regionali autoctoni per prevedere il tempo africano; fondamentale è infatti l’orografia: le correnti umide percorrono molti Km finchè incontrano un rilievo sul quale condensano in pioggia, formando una regione fertile in mezzo al deserto.
Autore : Redazione