A cosa è dovuto il “cielo a pecorelle”?
Cerchiamo di spiegare la genesi di questo curioso fenomeno.

Quando vediamo le nubi assumere quella curiosa forma a “scacchiera”, ed invadere quasi completamente tutto il cielo, ci viene quasi istintivamente in mente il famoso detto “Cielo a pecorelle, acqua a catinelle”.
Ma questo proverbio ha un fondo di verità? Sicuramente, visto che le nubi a cui facciamo riferimento sono del tipo “Altocumuli”; difatti questi ammassi nuvolosi si formano quando una grande massa di aria calda ed umida viene sollevata dal suolo verso l’alto (fino a quote di circa 3-5 km) all’approssimarsi di un fronte freddo piuttosto attivo.
Sappiamo inoltre che le precipitazioni legate ad un fronte freddo sono in prevalenza individuabili in acquazzoni o temporali, con poche schiarite e rinforzi del vento; ecco quindi spiegato il motivo dell’esistenza del proverbio.
Ma a cosa è dovuta l’estrema regolarità nella forma e nella grandezza delle singole “pedine” della scacchiera? E’ un ragionamento un po’ complesso, ma per chiarire bene le idee ci affidiamo ad un esempio pratico: immaginiamo che il fronte freddo arrivi da ovest (rispetto al nostro punto di osservazione); la conseguenza più evidente riguarderà il vento in quota, che spirerà mediamente da sud verso nord.
Se la corrente in quota è piuttosto tesa, e si trova a dover superare un ostacolo (una collina, una montagna, un massiccio o addirittura semplicemente una corrente che spira in senso contrario) sarà costretta a salire verso l’alto, provocando la condensazione del vapore acqueo al suo interno e formando una striscia nuvolosa; sul versante sottovento del rilievo la massa d’aria tornerà a scendere dissolvendo la nube.
Questo movimento ondulatorio si ripeterà diverse volte, dando vita a lunghe strisce nuvolose parallele fra di loro, disposte nella direttrice da ovest ad est; se però lungo il fronte freddo si sono generati temporali molto intensi, il movimento di salita e rapida discesa dell’aria che si sarà sicuramente verificato all’interno dei cumulonembi, si propagherà verso est, generando una sorta di disturbo anche in corrispondenza delle nubi prima descritte (le strisce nuvolose), e provocando in pratica il loro dissolvimento in alcuni punti equidistanti fra di loro (dando quindi vita alla “scacchiera”).
In definitiva quando vedete il cielo “a pecorelle” e sapete che è in arrivo una perturbazione, siete anche in grado di dire che:
1) Le nubi temporalesche lungo il fronte sono piuttosto intense (o lo sono state poche ore prima) e molto numerose.
2) Il vento in quota è teso.
3) Entro 12-24 ore con buona probabilità il tempo tenderà a peggiorare anche in prossimità del vostro punto di osservazione.
Autore : Lorenzo Catania
