00:00 18 Gennaio 2018

Vai a sciare? Per i bambini scegliete località soleggiate con “tappeti”

Il pendio costantemente all'ombra per imparare a sciare, oltre ad infastidire il bambino, può davvero fargli prendere freddo in eccesso.

C’è il bambino temprato e il genitore che ne va orgoglioso: "stava su con me in seggiovia a 5 anni anni a -10°C e con un vento che tagliava via le orecchie", c’è però anche il bambino freddoloso o timoroso di impianti di risalita troppo impegnativi per il suo livello di esperienza.

Per lui è meglio cercare di stare al sole, alle basse quote, oppure salire in alto con la cabinovia, piuttosto che con la seggiovia, e provare le piste baby d’alta quota, meglio se soleggiate.

Chiaro che per costruire gli impianti, specie quelli alle basse quote, sono stati scelti i pendii maggiormente in ombra, dove si preserva la neve, ma se pensate a località d’alta quota, oltre i 1600m la neve tiene bene anche al sole e quindi questi problemi non sussistono.

In ogni caso si può sciare bene anche in basso senza salire a 2000m: l’ideale sono i "tappeti", cioè il "tapis-roulant" che ormai va tanto di moda e ha sostituito quasi ovunque le manovie.

Ne hanno costruiti anche di lunghissimi: ci vengono in mente quelli del Tonale, di Livigno ma anche di Torgnon, Ollomont e Champoluc in Valle d’Aosta, di Selva di Val Gardegna in Alto Adige, quello lunghissimo di Speikboden a Campo Tures (BZ), ma anche dei Piani di Artavaggio nel Lecchese e di Moso in Alta Pusteria, giusto per citarne solo qualcuno, ma si trovano ormai quasi ovunque.

I tappeti aiutano davvero tanto i bambini a prendere confidenza con gli. In primavera la neve ideale per sciare è quella che va dalle 9 alle 11.30, le condizioni migliori per far avvicinare il bambino allo sci senza traumi. Sarà lui che vorrà fare un passo avanti in più: salire con lo skilift. L’ideale è quello classico, il piattello che si infila sotto il sedere. Aiuta molto il bambino a trovare stabilità, a sperimentare un po’ di cambio di "peso" anche risalendo. Già più difficili quelli ad ancora, concepiti per far salire due persone e alleggerire le code agli impianti, eppure così infidi per i bambini alle prime armi.

Se c’è l’ancora molti opteranno per le telecabina, se non c’è dovranno affrontare un altro ostacolo: la seggiovia. Oggi le seggiovie sono minimo a biposto e si arriva alle divanovie quadriposto, le più vecchie hanno ancora un solo seggiolino. Qual è il problema per il bimbo: superare la paura di rimanere sospesi nel vuoto, superare la preoccupazione di alzare gli sci per facilitare la discesa della sbarra di protezione e quella di cadere all’arrivo. Non è poco.

Molti bambini ignorano completamente questo tipo di pericoli, altri, più sensibili, faticano a superare queste situazioni, specie se sperimentano qualche salita "sfortunata" che li impaurisce: bastoncino che si incastra o cade nel vuoto, senso di vuoto, vertigini, adulti che l’hanno preso in giro per sdrammatizzare e che invece sortiscono un risultato opposto a quello sperato.

"Godiamoci il panorama in seggiovia, andiamo su insieme a vedere quanto nevica, riposiamo un po’ seduti in seggiovia": detto in modo tranquillizzante e pacato può aiutare il bambino a trovare serenità. La gioia della discesa lo spronerà poi a superare la paura e ripetere più serenamente l’esperimento.

E il bambino che non vuole andare col maestro e non ha mai sciato? Se siete sufficientemente capaci di sciare, il bimbo all’inizio potrà fare un po’ di pratica con voi, l’importante è essere pazienti. Quando lo vedete più convinto, affidatelo al maestro, spiegando prima all’insegnante quali sono le sue paure. Ce la farà di sicuro!

 

Autore : Alessio Grosso