AAA cercasi INVERNO disperatamente
Fino alla metà del mese poche le speranze di assistere ad un vero inverno, anche se non mancheranno alcuni disturbi. Successivamente si aprirà qualche spiraglio.
Va ormai tanto di moda tra gli scienziati la definizione di ABRUPT CLIMATE CHANGES o di di SNOWBLITZ, perchè si è compreso da studi recenti che il clima della Terra può offrirci cambiamenti anche repentini in un lasso di tempo estremamente breve, 50, 20, 10 anni, o addirittura anche molto meno, un paio di estati molto fresche, un paio di inverni gelidi e potrebbe scattare quel meccanismo conosciuto come FEED-BACK POSITIVO.
Si definisce feedback quel concetto secondo il quale ogni cambiamento tende a creare le condizioni per determinare variazioni all’interno dello stesso sistema e, nel medesimo tempo, influenzare altri processi che, in una sorta di reazione a catena, tenderanno a riproporre la situazione originaria.
UN FEEDBACK positivo può innecarsi anche al culmine di una fase molto più calda del normale e scatenare un’azione uguale e contraria che ci porti verso il FREDDO.
Il nostro Pianeta potrebbe aver subito un ciclo del genere quando la sua temperatura era ancora particolarmente calda, molto più calda di quella odierna e quando una consistente evaporazione dovuta all’acqua degli oceani ne ha ricoperta la sua superficie.
Effetto di questa evaporazione sono le situazioni meteorologiche che si sviluppano creando abbondanti precipitazioni nevose alle alte latitudine e sulle zone montagnose.
L’abbondanza di tali nevicate può creare la condizione per cui l’estate non riesca totalmente a scioglierle, formando le prime distese permanenti di neve.
Ecco un’ipotesi: queste estensioni di neve rifletteranno i raggi solari, (potente effetto ALBEDO) che, non riscaldando più la superficie interessata, ne provocheranno un suo progressivo raffreddamento…
Fa SORRIDERE sentir parlare di FEEDBACK POSITIVO in un momento in cui tutto sembrerebbe dar ragione ai serristi più convinti, mentre l’Europa sta vivendo uno dei più lunghi periodi con temperature sopra la media che la storia recente ricordi e il tutto senza grossi sfracelli, almeno su questo punto gli scienziati hanno preso qualche topica.
Se infatti negli autunni della fine degli anni 80 si scatenarono delle autentiche tempeste sul Regno Unito, che provocarono anche delle vittime e alimentarono l’incendio ambientalista, tutto dopo Lothar (nel dicembre del 99), si è fatto più complesso da decifrare.
E’ vero: c’è stata la folle stagione estiva 2003 ma anche due agosti particolarmente freddi, come non si ricordava da molti anni, e anche nell’area del Golfo del Messico, dopo Katrina, nessuno si aspettava un anno così avaro di uragani, specie di fronte ad un Nino tutto sommato non eccezionale.
E può questo Nino moderato aver influenzato così profondamente il tempo di tutto l’autunno europeo e di questo inizio inverno?
Dove sta andando il clima? Non potrebbe essere questo l’inizio di un nuovo trend climatico caldo, un FEEDBACK NEGATIVO galoppante?
Difficilo dirlo, potrebbe essere un semplice incidente di percorso, in fondo dal 2000 ad oggi gli inverni sono stati mediamente leggermente più freddi e nevosi rispetto agli anni 90, una cosa è certa: affidiamo alla seconda metà del mese il compito di riconsegnare all’Europa al GENERALE INVERNO, grazie anche alla discesa verso l’est del Continente di un nocciolo freddo, un ramo del Vortice Polare che, in modo graduale ma deciso e con movimento retrogrado, sia in grado di spingere verso il Mediterraneo aria fredda di origine artica o polare continentale.
Se questo avvenisse si placherebbe almeno in parte l’urlo serrista, altrimenti prepariamoci ai soliti processi sommari ed inutili contro l’uomo.
Autore : Alessio Grosso