Il grande gelo entra nei modelli ad area limitata e succede di tutto (ma è esagerato!)
Incredibili i riflessi del LAM WRF alla corsa estrema piazzata dal modello americano nella notte.

Cose da pazzi.
Cose viste rarissimamente.
Mai a marzo.
Il modello americano nella notte ha stupito gli addetti ai lavori con una corsa ufficiale decisamente estrema, che più estrema non si poteva, ma stante la distanza temporale relativamente breve, i dati davvero mostruosi, sono entrati nella rielaborazione del nostro modello ad area limitata WRF, facendoci letteramente cadere dalla sedia.
Valori termici simili infatti nel cuore di marzo non solo li avevamo mai osservati in quasi 15 anni di MeteoLive, ed oltretutto venivano supportati da importanti nevicate sino in pianura, con un mimimo depressionario in viaggio lentamente dal nord verso il centro-sud.
La successiva emissione ha ridimensionato tali termiche, avvicinandosi ad un evento "medio" di fine inverno, per cui nulla di eccezionale, ma queste mappe erano assolutamente da condividere con i lettori, giacchè difficilmente si potranno rivedere, a meno che proprio questa "corsa svalvolata" per dirla con la Goldberg, non si trasformi in realtà. Sarà possibile? Attuali probabilità: 15%, pochine.
Certo i -23°C che spiccano nella colorazione bianca sulle Alpi a metà marzo nei fondovalle ricordano le giornate più fredde delle storiche ondate di gelo invernale entrate nella memoria
collettiva, ma anche i -7°C in Valpadana a metà marzo, sormontati da -12°C a 1500m testimoniano di un’irruzione fredda selvaggia, brutale, pellicolare, con il freddo che raggiunge dunque anche gli strati bassi della troposfera.
I risvolti nevosi mostrati dalle mappe poi lasciano di stucco tutti i detrattori della neve, ma anche quelli che la neve la amano sino al midollo, cioè sino all’ultimo fiocco e non smettono di cercarla anche in piena estate in alta quota. Insomma, comunque la pensiate, guardatele ugualmente, la meteorologia è bellissima anche sulle mappe.
Autore : Alessio Grosso
