Dicembre potrebbe esordire perturbato o con gran freddo?
Nel caos modellistico che domina le previsioni a lungo termine quest'oggi appaiono sempre più chiari i segnali di una possibile svolta meteorologica invernale con l'arrivo di dicembre. Realismo o fantasia? Quante probabilità ci sono di assistere ad uno scenario realmente estremo ad inizio inverno?

Inverno in arrivo oppure prolungata fase tardo-autunnale? Quello che ad oggi appare chiaro dai principali modelli di previsione a lunga gittata è un sostanziale cambio di pattern previsto entro gli ultimi giorni di novembre. Il transito di una corposa depressione tra domenica 25 e lunedì 26 lascerà in eredità la creazione di un primo abbozzato pattern di stampo invernale.
Il nuovo pattern circolatorio a livello europeo e mediterraneo evidenzia già da ora una situazione dai risvolti invernali potenzialmente imprevisti. Emerge praticamente da tutti i run alternativi di previsione, come del resto anche quelli ufficiali la completa assenza di una figura di alta pressione in grado di insediarsi sull’Europa condizionando le sorti della stagione invernale.
Si tratta quindi di scenari quasi tutti poco propensi ad una stabilità in sede mediterranea. Le possibili evoluzioni contemplano comunque delle soluzioni che calcano maggiormente la mano verso il freddo oppure verso un tipo di tempo umido, instabile ma meno freddo. Comune denominatore sempre e comunque in completa assenza dell’azione disturbante anticiclonica.
Proponiamo quest’oggi due evoluzioni alternative proposte dal modello americano GFS a cavallo tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre:
– la prima evoluzione propone l’ingresso di una massa d’aria molto fredda da nord-est tra venerdì 30 novembre e sabato primo dicembre. Si tratterebbe di una imponente colata di aria fredda di origine continentale che dal nord-est Europa scivolerebbe rapidamente verso il Mediterraneo.
Una depressione da contrasto andrebbe scavandosi sull’Italia centrale o meridionale influenzando il tempo di tutto il Paese con maltempo al centro ed al sud, freddo secco al nord.
– La seconda previsione (più probabile) propone invece l’arrivo verso Europa centrale e Mediterraneo di una massa d’aria fredda artica-marittima. Se questa seconda ipotesi risultasse realistica sarebbe da attendersi una fase instabile con precipitazioni in contesto progressivamente più freddo che interesserebbe soprattutto l’Italia settentrionale e parte delle regioni centrali. Il respiro umido e mite del Mediterraneo sarebbe ad appannaggio delle regioni meridionali, parte di quelle centrali e le due isole maggiori.
Per il momento impossibile verificare nel dettaglio se si tratterà di evoluzioni realmente fattibili o no. Ad ogni modo una cosa in merito all’esordio di questa stagione resta certa; la stabilità ed il tempo soleggiato restano e resteranno ancora una chimera. Se realmente dovesse venire a mancare un rinforzo del Vortice Polare in sede canadese, la mancanza di un’azione pressante dell’anticiclone sul lato occidentale dell’Europa lascerà la strada spianata a possibili colpi di scena.
Autore : William Demasi
