URAGANI: 2006 anno record? Le premesse ci sono ma da sole non bastano…(DA NON PERDERE)
Ecco cosa preoccupa gli scienziati.
La salute della calotta glaciale, che ha subito una riduzione del 35% dal 1980 ad oggi, sembra stia avendo una grossa influenza sul possibile parziale inceppamento della Corrente del Golfo.
L’enorme quantità di acqua dolce scaricata in mare dalla fusione dei ghiacci potrebbe bloccarla con due conseguenze:
-più freddo nel nord Europa
-gran caldo nella zona dei Caraibi
Ulteriore conseguenza:
-Aumento del numero di uragani di forte intensità.
Il 2005 ha stabilito un primato dal secondo dopoguerra ad oggi in fatto di tempeste tropicali: ben 26.
Nel 1933 se n’erano registrate “solo” 21, contro le 19 registratesi nel 95.
Ma è stata soprattutto l’intensità degli uragani a colpire gli esperti:
-normalmente solo un terzo degli uragani si intensifica diventando catastrofico
-nel 2005 dei 14 uragani generati dalle 26 tempeste tropicali ben 7, cioè la metà, si sono rivelati distruttivi, tra cui Rita, Wilma e Katrina.
La media dal dopoguerra vedeva solo 49 giorni con tempeste tropicali contro i 115 giorni dell’anno 2005, 24 erano i giorni con uragani contro i 47 del 2005.
Si sarà trattato di un anno eccezionale, o a fronte di quanto si è visto sullo scioglimento della calotta artica è facile che il 2005 abbia inaugurato un nuovo violento ciclo di uragani?
E’ quello che tutti vorrebbero sapere. L’unico dato certo ci porta ad una considerazione di tipo statistico. Sembra che gli uragani presentino un ciclo multidecadale, una sorta di oscillazione che si ripete ogni 25 anni, in cui si assiste ad una fase parossistica seguita poi da una più tranquilla.
Altre considerazioni preoccupano non poco:
-il ciclo degli uragani si è spostato nell’ultimo decennio: mentre prima la fase più intensa andava da agosto a metà ottobre, oggi va fine giugno a fine ottobre.
-Dal 1995 l’intensità è notevolmente aumentata.
-Gli uragani si sono spostati più a nord e colpiscono in modo sempre più forte i Caraibi, zona dove se ne generano oltretutto sempre di più.
Qualche dato rassicurante:
-Negli ultimi 30 anni la frequenza degli uragani è rimasta piuttosto costante.
-Nel Mediterraneo NON si formeranno uragani ancora per molto tempo. Anche se le temperature superficiali del mare dovessero impennarsi, il riscaldamento non raggiungerà gli strati più profondi, condizione essenziale per la formazione di simili mostri.
-Il fenomeno del NINO inibisce almeno in parte la formazione di uragani, perchè un maggior riscaldamento del Pacifico intertropicale, rispetto alle stesse latitudini in Atlantico, modifica le correnti aeree.
Nel 2006 tutti si aspettano una stagione eccezionale perchè:
-Il NINO non è presente
-Si accentuerà il rallentamento della Corrente del Golfo
Non si possono però prevedere molti altri fattori locali (variazione del vento alle varie quote, presenza di nuclei di condensazione, la debolezza dei venti equatoriali, la spiccata instabilità) che incidono notevolmente sull’intensità degli uragani.
Autore : Report di Alessio Grosso