00:00 13 Febbraio 2009

Uno sguardo alle temperature globali: le alte quote continuano a raffreddarsi

Il raffreddamento, partito con tutta probabilità dalla prolungata assenza delle macchie solari, si sta propagando lentamente anche verso le quote troposferiche, dove tuttavia gli oceani giocano ancora il ruolo più importante.

Uno sguardo alle temperature globali: le alte quote continuano a raffreddarsi

Le sensazioni non bastano. E’ vero l’inverno sta dando tanto quest’anno e non solo in Italia, ma anche in Europa, anche in America. Per avere però un quadro reale di cosa stia accadendo nella nostra atmosfera occorre sen’altro affidarci ai dati fornitici dai sensori satellitari.

Salta subito all’occhio il dato riferito alle alte quote, ad iniziare dai più elevati piani stratosferici, ove le temperature a scala globale sono calate ancora e hanno raggiunto un trend pari a -0,335° Kelvin per decade rispetto alla media calcolata dal 1979 al 2008. Le misurazioni sono state condotte nella forbice compresa tra gli 82,5° di latitudine nord e gli 82,5° di latitudine sud.

Anche ai più alti piani troposferici il trend complessivo mostra una discesa, seppur meno netta e quantificabile in -0,029°K per decade. Il raffreddamento stratosferico globale sembra possa essere riconducibile all’attuale andamento dell’attività solare. Il riscaldamento che negli scorsi anni ha preceduto tale fase ebbe un picco notevole nei primi anni ’90 per quanto riguarda l’alta stratosfera e un secondo alla fine del medesimo decennio.

Quest’ultimo picco appare in sintonia con i rispettivi picchi registrati alle quote inferiori fino al suolo e fu determinato da un poderoso episodio di Nino, anch’esso legato all’andamento dell’attività solare, a quell’epoca in piena forma.

Scendendo ulteriormente di quota e approssimandoci al suolo le temperature sono ancora in terreno positivo, mediamente +0,124°K, seppur negli ultimi mesi anche in questi settori abbiamo avuto un primo stemperamento di quel fenomeno che ormai tutti conoscono quale “Global Warming”.

La realtà invece, rispetto agli scenari di un Pianeta rovente a tutti i costi, è ben diversa e comprende un poderoso “cooling” stratosferico e un “warming” troposferico sempre meno convinto. Nel caso delle basse quote occorre considerare che i fattori in gioco sul bilancio radiativo totale comprendono gli oceani, con la loro inerzia termica, la presenza di gas schermanti, quali polveri, vapore acqueo, anidride carbonica, l’albedo dovuta alla presenza o all’assenza della copertura glaciale e molti altri ancora.

Tutto ciò provoca un “ritardo” nella risposta radiativa dei bassi strati, ritardo che permette ancora ai nostri termometri di rimanere sopra la media trentennale ma che, come abbiamo visto anche dai dati presentati dei nostri recenti interventi, è orientato ad una incipiente inversione di tendenza.
Autore : Luca Angelini