Ultimissime della sera: strada spianata agli impulsi instabili da nord-ovest
Uno sguardo alle ultime novità messe in luce dall'aggiornamento serale del prestigioso modello con sede a Reading (Inghilterra). Facciamo il punto della situazione sul presente e sul futuro.

In questi giorni abbiamo già abbondamentemente discusso sul pattern atmosferico che si è instaurato sull’Europa in questi lunghi mesi appartenenti all’anno 2017, stiamo infatti parlando di una tendenza reiterata dell’atmosfera nel voler presentare continue rimonte dell’anticiclone sull’ovest del continente che oramai si manifesta da molti mesi, con tutte le conseguenze che ne derivano. A livello circolatorio, la presenza di forti anticicloni in sede atlantica è da ricercare in un surplus di calore a livello tropico equatoriale che trova poi sfogo verso la fascia delle medie latitudini dell’oceano Atlantico. Tale situazione determina tra le altre cose, una forte attività delle tempeste tropicali proprio a cavallo tra il Golfo del Messico e l’oceano Atlantico, laddove ritroviamo ben due tempeste, l’ex Uragano Maria, ormai declassificato a tempesta tropicale e l’Uragano Lee, entrambi in procinto di essere "catturati" dalla corrente a getto.
Quest’ultima rappresenta una variabile non da poco nella piena comprensione di quelli che saranno i comportamenti della circolazione atmosferica sull’Europa, una variabile che potrebbe aver giocato un ruolo importante nel creare il vero e proprio "abbaglio modellistico" delle scorse giornate, laddove sembrava che il nostro Paese sarebbe stato interessato da una importante fase perturbata che invece non ci sarà.
La resistenza anticiclonica sull’Iberia e sul vicino oceano Atlantico viene confermata anche negli aggiornamenti di questa sera, la strada resterà ancora sbarrata a tempo indeterminato alle westerlies delle circolazioni depressionarie di origine canadese. Ne potrebbe derivare una fase perdurante di siccità sulle regioni del nord in questo mese di ottobre, almeno nella sua prima metà. A livello generale europeo, la circolazione ormai radicata di tipo nord-occidentale potrebbe presto portare i primi raffreddamenti dalle caratteristiche tardo autunnali sulla Penisola Scandinava e la Russia, laddove si farebbe sentire in modo deciso l’influenza delle masse d’aria fredda di origine artica se non addirittura continentale. Lungo il lato discendente di queste figure bariche potrebbe in parte ricadere anche il nostro Paese, laddove potrebbero manifestarsi condizioni marginali di instabilità sul Mezzogiorno e sulle adriatiche, ancora uno scarso coinvolgimento del nord.
(da confermare)
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Autore : William Demasi
