00:00 2 Dicembre 2004

Ultimi 70 anni: attività solare eccezionalmente elevata, l’uomo ininfluente sul riscaldamente globale?

Il clima nella memoria delle piante...

Ultimi 70 anni: attività solare eccezionalmente elevata, l’uomo ininfluente sul riscaldamente globale?

Recentissimi studi condotti da scienziati europei e americani, hanno portato alla luce nuove ed importantissime scoperte sull’attivita’ solare.

Le macchie solari sono zone scure e provvisorie che si sviluppano sulla superficie del Sole con una temperatura di 4500°C circa, rispetto ai 6000°C della fotosfera.
Le macchie, oltretutto, sono indice di una forte attivita’ solare e
sono associate ad un’elevata vorticosita’ del campo magnetico della nostra Stella.

In tali condizioni, la Terra è spesso investita da intense tempeste magnetiche che, oltre a disturbare le telecomunicazioni e danneggiare le apparecchiature dei satelliti, tendono a deviare il normale bombardamento di raggi cosmici a cui il nostro Pianeta è perennemente soggetto.

Tale anomalia nel flusso dei raggi cosmici, porta ad una minore produzione nell’alta atmosfera di Carbonio 14.
Il Carbonio 14 o C14 viene assimilato dagli alberi dove viene annotato tra gli anelli di crescita del tronco.

Analizzando quindi il quantitativo di C14 contenuto negli anelli, possiamo determinare le variazioni dell’attivita’ solare nel passato.
Un’elevata attività della nostra Stella si traduce quindi in una bassa concentrazione di C14 nei campioni lignei, mentre una bassa attività solare porta ad un maggiore accumulo di C14 nell’anello in esame.

Esaminando i dati ottenuti da svariati campioni di alberi, si è giunti quindi ad affermare che nell’arco degli ultimi 70 anni l’attività solare è eccezionalmente elevata rispetto ai secoli e addirittura ai millenni precedenti.
Una tale concentrazione si presentò solo in brevi periodi più di 8000 anni or sono, poco dopo il Younger Dryas, una breve fase glaciale che ebbe inizio 11000 anni fa, durò per circa 1000 anni e determinò la definitiva fine dell’ultima grande Era Glaciale.
Un’altra importante traccia o impronta nelle sezioni lignee di un periodo di bassa attività solare, si posiziona tra il 1650 d.C. ed il 1700 d.C. Tale minimo è anche confermato da alcune osservazioni astronomiche dell’epoca dove si narra di lunghissimi periodi in assenza di macchie solari visibili e proprio in quegli anni a cavallo tra il XV e la metà dell’Ottocento l’Europa è nteressata da un lungo periodo freddo (il 1708 e 1709 per alcuni storici fu il più
freddo inverno della storia europea).
La nostra Stella è soggetta, oltre che ad un ciclo di attivita’ che varia da 10 a 14 anni, ad un ciclo più lungo che varia da 70 a 90 anni circa.
Dato che la più piccola variazione dell’attivita’ del Sole (la nostra maggiore fonte di energia) e del flusso di particelle che interessa tutta l’eliosfera sono di fondamentale importanza per
comprendere le eventuali anomalie dell’atmosfera e della biosfera terrestre, dobbiamo assolutamente approfondire la loro fisica per poter finalmente capire l’evoluzione del nostro futuro.

Il “riscaldamento globale” e “l’effetto serra” sono ormai fenomeni mediatici che fanno tendenza e troppo spesso le notizie sui
mutamenti climatici si dicono e contraddicono.
Non possiamo sostenere con inappellabile sicurezza che l’appuntamento con la prossima era glaciale sia saltato o rinviato per le sole responsabilità umane e dei combustibili fossili.

I dati in esame dall’inizio dell’era industriale sono veramente pochi e così i cambiamenti climatici avvenuti nel corso degli ultimi 200 anni risultano confusi.

Il riscaldamento globale appare decisamente incostante per essere la conseguenza del progressivo aumento delle immissioni dei gas
serra nell’atmosfera da parte dell’uomo.
E’ chiaro che per decenni abbiamo inquinato l’atmosfera del nostro Pianeta, ma credo e spero che oggi vi siano molti paesi in grado di limitare le contaminazioni ambientali e vi sia la volontà globale di rendere e mantenere il nostro mondo, un mondo vivibile.
Autore : Luca Savorani