00:00 17 Marzo 2010

Quando arriva il primo TEMPORALE di stagione

L'atteggiamento dell'uomo di fronte allo spettacolo della natura.

La vostra città, la vostra via, il vostro quartiere in un giorno di mercato: “limoni, arance, le ciliege belle, le belle mele”, cielo bianco, atmosfera afosa, non c’è vento, passa una bicicletta, un signore dai lunghi baffi bianchi osserva impettito la situazione dalla finestra.

Da un cortile rumore di una motosega, una signora stende il bucato, il rombo di una moto, un clacson in lontananza.
“Donne, è arrivato l’arrotino, l’arrotino e l’ombrellaio, donne è arrivato l’arrotino, affila coltelli, forbici…”.
Passa un bimbo con un palloncino, la madre: “tienilo forte sennò vola via eh?”
“Francoooo”-un urlo si infila nelle case dalle finestre aperte. Da un altro balcone: “mamma, vieni a vedere che nero verso nord, mi sa che la butta…”
“Non fa niente Alfredo, fa tutto sulle montagne…”
“Ma va, guarda come si scurisce”

Di colpo una folata, i teloni degli ambulanti ondeggiano, passano due signore anziane cariche di spesa: “Maria, mi sa che fa disastri, è tutto nero”.

Esce dalla bottega il panettiere che osserva la scena sulla soglia. “Mamma-insiste il tipo sul balcone-viene avanti…”
Il sole scompare. Prime gocce, la gente accelera il passo, smette, odore di asfalto.

“Le arance di Sicilia, forza…”

Le urla vengono coperte da un tuono fragoroso, subito cadono gocce grosse come albicocche.
E’ il fuggi-fuggi.
“Piove, piove, la gatta non si muove” canta la bambina sul terrazzo di casa.
Un altro bambino fa i capricci e batte i piedi davanti alla mamma innervosita: “smettila, non vedi che piove, lo compriamo un’altra volta”.

Un cane abbaia contro il temporale. In un minuto il mercato è quasi deserto. Sbattono le imposte di diverse case, cessa il rumore della motosega, s’odono i primi sciabordii delle gomme sull’asfalto impregnato d’acqua.
“Enrico, finalmente ti lavi eh?” è l’ultimo grido di questo piccolo spaccato d’Italia…
Autore : Alessio Grosso