00:00 26 Gennaio 2009

Prima decade di febbraio: tra riscaldamenti stratosferici e ondate di GELO, spunta anche l’ipotesi NEVOSA atlantica

Pur ormai inquadrata nelle linee generali, non appare ancora uniformemente delineata la prospettiva che potrebbe condurre ad una prima decade di febbraio sotto l'egida assoluta dell'inverno più severo. Ecco le ipotesi più probabili.

Prima decade di febbraio: tra riscaldamenti stratosferici e ondate di GELO, spunta anche l’ipotesi NEVOSA atlantica

Che il riscaldamento stratosferico previsto da tempo ora effettivamente esista e abbia iniziato la sua opera di erosione sui lobi del vortice polare stratosferico è ormai assodato. Che la spinta propulsiva, l quale nei prossimi giorni stringerà in una morsa mortale il nocciolo del freddo lassù dove la notte dura sei mesi, è altrettanto sicuro.

Analisi dopo anaisi diventa anche sempre più evidente il terzo passo, quello che prevede la scissione della goccia gelida in due elementi distinti e separati, l’uno in zona canadese, l’altro in quella siberiana. La struttura dei venti alle varie quote, analizzati per mezzo di sezioni trasversali dell’atmosfera riprodotte con sofisticati modelli, mette altresì in risalto l’inversione delle correnti, dunque dei geopotenziali fin nell’alta troposfera e fino a circa 60° di latitudine. Cosa significa?

Significa che il nocciolo gelido siberiano ha giù la strada spianata per raggiungere l’Europa e potenzialmente poter coinvolgere entro le sue gelide spire anche l’Italia entro la prima decade di febbraio. Ma allora quali dubbi sussistono ancora a detta evoluzione?

Tutto rimane ancora fermo sulle intenzioni che ancora cela l’Atlantico con le sue energie e le sue spinte meridiane. In sostanza la cupola di alta pressione che si staglierà verso i meridiani settentrionali atlantici e che, sotto la spinta siberiana in controdiscesa sud-occidentale, si coricherà verso nord-est, potrebbe permettere l’ingresso alternato di correnti atlantiche meno gelide ma molto più umide.

Ebbene, oltre alla probabilità di gelo, che negli ultimi aggiornamenti rimane alta seppur in lieve indebolimento, farà ora da contraltare anche l’ipotesi neve, proprio associata alla possibilità di intervento alternato atlantico.

Insomma la situazione nelle sue linee essenziali è ormai inquadrata, i particolari determinanti che si affacceranno sul nostro Paese con effetti locali anche molto diversi e imprevedibili, ancora no. Non vi resta che seguire i nostri prossimi aggiornamenti nei quali cercheremo di agguantare la soluzione che ci condurrà all’epilogo di questo evento che, strumentalmente parlando, ha già stracciato alcune record storici.
Autore : Luca Angelini