Ponte dell’Immacolata: pronta una seconda ondata ARTICA sull’Europa
Una nuova, potente elevazione dell'alta pressione delle Azzorre verso le latitudini settentrionali; come conseguenza ecco un buovo affondo d'aria artica sull'Europa.

Viene ancora confermata dai modelli un rallentamento della tensione zonale a livello emisferico, quale frutto di un Vortice Polare destinato a subire delle nuove, importanti azioni di disturbo. Commentando nello specifico l’evoluzione prevista in ambito europeo, ritroveremo venerdì 8 dicembre una pulsazione dinamica dell’alta pressione verso le latitudini settentrionali dell’oceano Atlantico, laddove andrà a costituirsi una nuova azione di blocking; da questo punto di partenza una nuova massa d’aria di origine ARTICA coinvolgerebbe l’Europa centrale, penetrando sul mar Mediterraneo e dando origine ad un nuovo cambiamento delle condizioni atmosferiche.
Ancora una volta una massa d’aria scarsamente continentalizzata e quindi tendenzialmente poco propensa a generare importanti raffreddamenti della
temperatura negli strati prossimi al suolo; il freddo (importante) sopraggiungerebbe soprattutto in quota e potrebbe riversarsi al suolo attraverso le precipitazioni.
La prima perturbazione funzionerà da separatrice tra le masse d’aria un po’ più miti sul lato ascendente della saccatura e poi quelle più fredde artiche in arrivo lungo il lato discendente; un corpo nuvoloso potrebbe quindi coinvolgere le regioni centrali e meridionali tra sabato 9 e domenica 10 dicembre, dando luogo a qualche precipitazione che coinvolgerebbe principalmente i versanti tirrenici. Vi sarebbe poi l’instabilità cosiddetta "post-frontale", cioè legata direttamente ai contrasti generati tra l’aria fredda in quota ed il tiepido mar Mediterraneo che potrebbe farsi sentire soprattutto su parte delle regioni settentrionali domenica 10 dicembre.
Parlando nello specifico del quadro termico, i valori di gelo alle quote pianeggianti saranno piuttosto rari e limitati alle ore più fredde del giorno sulla Valpadana e le valli interne, ove potranno manifestarsi in assenza di vento le inversioni termiche. Nuovamente valori ragguardevoli di freddo verranno registrati alle quote superiori, con isoterme sino a -35°C sul piano isobarico di 500hpa (circa 5400 metri) e valori sino a -5°C sul piano di 850hpa (circa 1400 metri). Il picco di raffreddamento viene pronosticato dai modelli per le regioni settentrionali.
Uno sguardo all’evoluzione successiva (lunedì 11, martedì 12 dicembre) potrebbe riservare la prima dinamica di interazione della stagione invernale 2017-2018, ne parliamo in modo più approfondito a questo link: https://www.meteolive.it/news/In-primo-piano/2/aria-artica-ed-aria-polare-marittima-riunite-in-un-grande-abbraccio-ecco-le-conseguenze/70424/
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Autore : William Demasi
