ONDATA di FREDDO nel nord Europa: riuscirà a sfondare anche in Italia la prossima settimana?
Il grande freddo è sempre accampato nel nord Europa ma inspiegabilmente su gran parte d'Italia sta per manifestarsi una parentesi primaverile. Come mai e cosa potrà succedere?

L’inverno nel Mediterraneo sta attraversando una fase di stasi che culminerà a breve con una clamorosa parentesi primaverile al centro e al sud. Ma basta buttare un occhio alle mappe del tempo per capire che si tratta di una situazione del tutto locale, mentre nel nord Europa è presente il grande freddo. Perchè allora non sfonda verso sud?
Lo abbiamo già spiegato diverse volte: la circolazione in questo momento è poco propensa a grossi scambi meridiani di calore, mentre si muove più facilmente da est ad ovest nel nord del Continente e da ovest ad est alle latitudini medio-basse. Risultato: ciascuno si tiene la sua temperatura, anzi, l’avvicinamento di una saccatura da ovest all’Italia favorirà questo richiamo di aria molto mite per il periodo al centro e al sud. Ma guardate già come potrebbe cambiare la situazione all’inizio della prossima settimana!
Lunedì 8 ecco il grande freddo prendere la strada del Regno Unito e guadagnare spazio anche verso il centro Europa; una parte di quel freddo potrebbe essere catturata da una depressione in transito proprio sull’Italia, come si nota qui e favorire un calo termico al settentrione e su parte del centro:
Per la verità il grande gelo si manterrebbe costantemente oltralpe ma quelle "briciole" sarebbero sufficienti a determinare un ritorno dell’inverno almeno al settentrione e marginalmente al centro, mentre sembrerebbero esserci poche chances per il sud.
Diamo però uno sguardo al nord emisfero per lo stesso intervallo di tempo: si nota il vortice polare diviso in due grosse lingue o rami principali: il primo porterà un freddo pazzesco ed anche neve sul nord America, il secondo ramo potrebbe colpire l’Europa sino alla Germania da una parte e dall’altra Cina, Corea e Giappone, poi c’è il solito frigorifero siberiano:
Quell’anticiclone sulla Groenlandia è un segnale di un vortice polare disturbato, dove in qualche modo una trasmissione di aria fredda verso le latitudini medie sembra ancora possibile, anche se nel volgere di pochi giorni i modelli propenderebbero nuovamente per un’accelerazione delle correnti occidentali con conseguenze miti per l’Europa meridionale.
Comunque sia il movimento sarebbe sufficiente per favorire nevicate a quote basse, localmente di pianura, al settentrione entro mercoledì 10 febbraio, come recita ad esempio il modello europeo, ma anche alcune emissioni del modello canadese, qui la carta barica che evidenzia questo possibilità (aria fredda sul catino padano) e flusso umido da sud ovest in arrivo e le conseguenze a livello precipitativo (in verde e giallo la neve, in blu e viola la pioggia):


Le possibilità che si concretizzi il passaggio perturbato sono piuttosto alte (45-55%) mentre la possibilità di avere temperature cosi favorevoli a nevicate a quote basse è tale solo per un modello su 3 presi in esame, dunque non superiore al 15-20%.
Ecco infatti la MEDIA degli scenari prevista a livello barico dal modello europeo proprio tra martedì 9 e mercoledi 10, il maltempo c’è, il freddo un po’ meno:

Sembra invece piuttosto probabile la severa anche se breve ondata di freddo mostrata dal modello europeo sul Regno Unito per l’inizio della prossima settimana, guardate che termiche a 1500m prevede il modello europeo; anche se si tratta di uno scenario un po’ estremo, invece dell’isoterma di -12°C potrebbe entrare quello dei -8°C ma l’ondata per loro sembra ampiamente confermata:

Autore : Alessio Grosso
