Novembre anticiclonico o scossa barica entro metà mese?
Dalla corsa di controllo del modello americano gli spunti più importanti della giornata circa possibili cambiamenti del tempo importanti entro metà novembre.

Il modello americano è l’unico che vede lungo, cioè a spingere le previsioni sino a 384 ore, ma tentare di predire il futuro meteorologico sino a 15 giorni non è certamente facile; tanti sono stati e saranno gli scivoloni, ma si tratta comunque di una scelta coraggiosa e il modello meriterebbe più rispetto perché talvolta le sue configurazioni azzardate hanno poi trovato riscontro nei fatti.
Stamane è anche l’unico che prova ad
ipotizzare un novembre meno anticiclonico, con una svolta doppia, ipotizzata già prima di metà mese. Secondo il run di controllo infatti lo sganciamento dell’anticiclone di matrice subtropicale verso nord avverrà tra mercoledì 11 e giovedì 12, bloccando la circolazione zonale e ipotizzando un rientro di correnti da est in grado poi di dialogare con le correnti perturbate atlantiche in sfondamento basso da ovest.
Sperando con non si tratti del solito miraggio ecco poi il passo successivo, più importante: la corrente a getto che frena ulteriormente e il primo vero affondo da autunno vero dell’aria fredda di origine artica marittima verso sud.
Si tratterebbe di un vero e proprio scossone barico, ammesso ma non concesso che la corrente a getto voglia davvero frenare: a novembre peraltro sarebbe ampiamente possibile e dunque l’ipotesi previsionale non è affatto da scartare, visto che in fondo anche la corsa ufficiale del modello prevede proprio un movimento antizonale per la metà del mese.
Un getto così sparato come viene mostrato dal modello europeo a novembre ad esempio, con l’anticiclone dominatore assoluto sull’Italia, appare un tantino esagerato.
Autore : Alessio Grosso
