00:00 28 Novembre 2002

Monitoriamo la nuova perturbazione in arrivo

Un fronte nuvoloso abbastanza veloce si muove in seno ad una saccatura piuttosto stretta, alimentata posteriormente da aria più fredda di origine atlantica.

Le nostre regioni stanno per essere attaversate da una nuova perturbazione che si muoverà in un letto di correnti mediamente occidentali.

Rispetto alle perturbazioni precedenti, che hanno portato pesanti conseguenze sul settentrione d’Italia, questa si presenta più veloce e seguita da aria più fresca di origine atlantica.

Come ogni perturbazione classica è composta da una parte avanzata, formata in prevalenza da nubi alte e medie, e una più consistente, che evidenzia lo scontro diretto tra le due diverse masse d’aria: una più temperata e l’altra più fredda. In questo settore hanno sede le piogge più intense e vi possono essere anche dei temporali.

La parte più avanzata sta interessando al momento il nord Italia, senza fortunatamente portare precipitazioni degne di nota. Un richiamo di correnti calde da SW si è già attivato sui bacini di ponente.

La parte più consistente sta invece agendo sulla Francia e attraverserà il nord Italia e parte del centro nella giornata di domani determinando piogge sparse, specie su alto milanese, alta Lombardia, Liguria di levante, Trentino, alto Veneto, Friuli e regioni centrali tirreniche: non sono però al momento previste precipitazioni abbondanti e persistenti come quelle dei giorni scorsi.

Dalle frecce di diverso colore si evince come l’aria più fredda atlantica è in procinto di penetrare dalla Valle del Rodano. Questo, molto probabilmente, avverrà nel corso della prossima notte.

L’aria più fredda, a contatto con le acque più calde del Mediterraneo, potrebbe creare condizioni di instabilità e la formazione di un minimo sottovento alla catena alpina, centrato in un primo tempo sul Mar Ligure.

Questo attiverà qualche temporale tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio di domani soprattutto sulle coste dell’alto Tirreno.

Il tutto dovrebbe muoversi abbastanza velocemente verso SE e sabato il suddetto minimo sarà centrato approssimativamente sul Lazio, mentre il fronte principale sarà già sull’estremo sud.

Quindi sembra essere la “velocità” la caratteristica di questo nuovo fronte. Per questo motivo i fenomeni non dovrebbero sostare troppo a lungo sulle medesime aree come successo in precedenza.
Autore : Paolo Bonino