Molti modelli scommettono sulla “CADUTA” dell’anticiclone entro fine mese
Un po' più restio il modello americano.

Molti modelli ritengono che non sia ancora tempo di anticicloni stabili e duraturi sul bacino centrale del Mediterraneo e fanno intendere che, durante la prossima settimana, quella saccatura sull’ovest del Continente dovrebbe riuscire a sfondare sul nostro Paese, andando a determinare diversi episodi temporaleschi e un certo calo delle temperature.
I fenomeni si attiverebbero a partire dalle regioni di nord-ovest, ma entro la metà della prossima settimana, potrebbero estendersi anche al resto del settentrione e conquistare anche le regioni centrali, andando a determinare temporali anche di forte intensità.
Non c’è solo il modello europeo (a cui dedichiamo uno speciale) a pensarla così, si sono uniti il modello canadese e quello inglese, oltre a diversi altri modelli minori.
La spinta del cuneo africano sembra insomma ancora piuttosto blanda, non supportata dalla risalita verso nord della linea di convergenza intertropicale.
Vi è invece la rinnovata tendenza degli anticicloni a posizionare celle più forti sul nord Europa, cosa che costringe i fronti atlantici e le depressioni a deviare verso di noi.
In ogni caso durante la prima decade di giugno tutti i modelli, americano compreso, vedono una graduale affermazione delle correnti instabili di origine atlantica su buona parte del Continente sino a raggiungere anche le nostre latitudini, dunque abbiamo ragione di pensare che giugno possa trascorrere almeno in parte dinamico.
Autore : Alessio Grosso
