Minimo solare e CO2: la grande disputa, ecco il parere della NASA
Secondo l'autorevole ente spaziale americano l'andamento globale delle temperature sarà soggetto a diversi fattori che lavoreranno in contrasto tra loro. L'ultima parola però spetterebbe al Sole il quale, anche se si riprendesse dal suo letargo, non impedirebbe alle temperature di scendere di qualche decimo di grado nei prossimi 2 o 3 anni.

Tira e molla. E’ scritto nelle pieghe più intime del clima. Ogni istante attorno al mondo milioni di reazioni e controreazioni tendono verso l’equlibrio assoluto, quello che da sempre la Natura cerca per assicurarsi la sopravvivenza e scongiurare la catastrofe.
Qualcuno però non considera tutti gli elementi che concorrono nel moto della macchina climatica nelle dovute proporzioni. A questo proposito l’ultimo lavoro pubblicato dall’ente spaziale americano NASA ci pone sul piatto gli elementi che concorrono e concorreranno ancora ad guidare nei prossimi anni l’evoluzione del nostro clima.
Evoluzione che prosegue ininterrottamente da quando il Pianeta è stato creato e che è sempre riuscito, nonostante le numerose reali catastrofi occorse dall’inizio dei tempi e attraverso le ere geologiche, a mantenersi entro il range che permette la vita sulla Terra.
Anzitutto gli scienziati della NASA rendono noto che l’inversione di tendenza del Global Warming, che loro stessi non avevano minimamente previsto, si è improvvisamente palesata nel 2008; questo ha preso tutti i contropiede. Insomma nessun modello ci era arrivato, eppure ora è un dato di fatto: l’ascesa delle temperature globali sta subendo una incontrovertibile e inaspettata battuta d’arresto.
A parer loro i fenomeni legati all’Oscillazione Meridionale (SOI, indice della pressione atmosferica nell’emisfero meridionale analoga alla nostra NAO) e il fenomeno della Nina hanno giocato un ruolo importante ma c’è dell’altro e risulta intimamente legato.
La radianza solare è ai minimi da oltre 2 anni. Dall’inizio delle osservazioni, partite alla fine degli anni ’70, si tratta del minimo più lungo e soprattutto, anch’esso non previsto. Smentiscono naturalmente a priori speculazioni che indicano l’avvento di nuove piccole ere glaciali, poi scendono nel particolare: secondo i loro calcoli, se il Sole dovesse riprendere immediatamente la sua attività, per i prossimi 2 o 3 anni le temperature globali tenderebbero comunque a presentare una flessione (si parla di decimi di grado). E questo anche se rimanessero costanti le emissioni della tanto vituperata CO2.
Il che significa in altre parole, e la nostra deduzione risulta lampante, che il Sole ha un impatto decisamente maggiore rispetto alle presunte conseguenze dell’aumentata CO2 nel manipolare le temperature del Pianeta. E inoltre, aggiungiamo noi e l’abbiamo anche dimostrato, la CO2 non è da considerare la causa bensì la conseguenza dell’aumento termico del Pianeta. Ed ecco che dunque i conti tornano.
A propositio di gas cosiddetti serra, gli scienziati della NASA ci propongono i numeri: l’immissione annuale di questi gas è diminuta da 0.05 W/m2 del periodo 1980-85 a 0.035 W/m2 degli anni recenti. Le conseguenze sul bilancio radiativo, riferite ai soli gas serra tra i quali rientra anche il metano, 0.005 W/m2, farebbe comunque innalzare secondo loro le temperature di 0,15°C per decade. Il calcolo però, precisano giustamente, si basa solo su metodi empirici e pertanto risulta solo indicativo.
E difatti lo scenario viene già smentito dalla realtà che contrappone il dato empirico riferito alle emissioni di CO2 (ipotetico aumento delle temperature globali di 0,15°C per decade) ad una incipiente e concreta flessione della risalita termica globale, evento già in atto. E questo dato reale appare in perfetta sincronia con un solo elemento, anch’esso reale: il prolungato minimo solare.
Autore : Luca Angelini
