Meteo: una PAUSA è confermata, ma occhio dopo metà mese…

Le nubi aumentano su tutto il nord e le regioni centrali, ed anche le piogge stanno bagnando in questi minuti diverse località del nordovest. Insomma è l’ennesima perturbazione atlantica che sta invadendo il Mediterraneo proprio mentre vi scriviamo, la quale porterà maltempo su tante regioni nel corso delle prossime 48 ore.
Un’altra veloce perturbazione è prevista tra domenica e lunedì, con obiettivo principale il sud Italia e il medio Tirreno, dopodiché si aprirà la già accennata parentesi stabile. Nella prima parte della prossima settimana, soprattutto tra martedì e mercoledì, l’anticiclone tornerà a far visita all’Europa, soprattutto a Spagna e Italia, dove garantirà tempo molto più stabile ed anche un aumento delle temperature.
La colonnina di mercurio salirà marcatamente su tutto il sud e le isole maggiori, un po’ meno invece al nord e il centro Italia. Su Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia potremo imbatterci nuovamente in temperature vicine ai 24-25°C, dunque parecchio superiori alle medie del periodo.

Passata questa parentesi tiepida e stabile, ecco che si riapriranno le porte del maltempo. Ma questa volta a farci visita potrebbe non essere una classica perturbazione atlantica, bensì la prima irruzione fredda della stagione!
Il modello europeo rimarca la possibilità di un affondo freddo proveniente dalla Scandinavia, reso possibile da una forte espansione dell’anticiclone delle Azzorre verso le alte latitudini. Questa spiccata dinamicità tra alte e basse latitudini potrebbe condurre ad un’avvezione fredda di tutto rispetto per il periodo, indicativamente tra 17 e 19 novembre.

Le fredde correnti nord-orientali potrebbero coinvolgere in modo più diretto i settori adriatici, ma naturalmente è troppo presto per capire l’esatta traiettoria del flusso freddo e quanto questo sarà intenso.

Anche il modello europeo GFS propone flussi più freddi da nord-est, che andrebbero ad alimentare un vortice ricco di maltempo e con neve in montagna. A differenza del modello europeo, il tutto è nettamente più debole e veloce. Comunque dovremo necessariamente riaggiornarci su questo argomento nel corso dei prossimi giorni, con aggiornamenti più chiari e affidabili.
Autore : Raffaele Laricchia