Martedì possibile sventagliata di TEMPORALI tra Emilia-Romagna e Venezie.
Analizziamo brevemente le condizioni sinottiche che potranno agevolare lo sviluppo di forti temporali accompagnati anche da isolate grandinate, specie nel pomeriggio-sera
Lo scorrimento del lungo nastro nuvoloso sulle nostre regioni settentrionali subirà una netta trasformazione nel corso delle prossime ore. La testa nuvolosa di questa ondulazione rimarrà incastrata sul catino padano dove avverrà una evidente convergenza nei bassi strati dovuta all’apporto di aria calda e umida alle quote inferiori, indotto a sua volta dalla formazione di un mesominimo (un piccolo minimo di pressione al suolo) sottovento all’Appenino Tosco-Emiliano.
Il flusso sud-occidentale che si sovrappone in media troposfera a circa 5600 metri di quota apporterà dal canto suo alcuni nuclei di vorticità positiva (ciclonica) in direzione delle nostre regioni settentrionali lungo l’asse Liguria di Levante-Emilia-basso Veneto e pianura friulana.
Queste correnti sospingeranno contemporaneamente aria via via più fredda in altitudine in modo tale da predisporre la colonna atmosferica ad una situazione di forte instabilità a partire dal pomeriggio.
Alle quote ancora superiori si aggiunge anche il disturbo indotto dal flusso quasi rettilineo della corrente a getto polare la quale determinerà un forte tiraggio verticale (omega negative) veicolando nel frattempo sulle medesime regioni altri nuclei di vorticità positiva.
Nella seconda parte di martedì quindi l’aria più fredda e secca in affondo dalle alte quote troposferiche, e probabilmente anche di parziale estrazione stratosferica (come evidenziato dai valori della Vorticità Potenziale), si troverà ad instabilizzare ulteriormente la massa d’aria in questione alimentando di fatto la convezione profonda al di sopra del catino padano, soprattutto nel suo settore centro-orientale.
I contrasti, come abbiamo visto, saranno piuttosto netti e l’ingresso dell’asse di saccatura accompagnato da un cut-off termico a livello di 500hpa segnerà il passaggio chiave per l’innesco della fenomenologia temporalesca, soprattutto laddove si riveleranno più favorevoli gli indici convettivi, ossia su bassa pianura lombarda, Emilia, basso Veneto, pianura friulana e adiacenti settori prealpini dove potrebbe anche liberarsi una buona dose di instabilità latente immersa nel flusso caldo proveniente dall’Adriatico.
La costruzione di sistemi convettivi ad asse inclinato in seno alla massa nuvolosa sarà molto probabile e avrà tutte le carte in regola per degenerare qua e là in sistemi convettivi a mesoscala, tecnicamente noti come MCS. I fenomeni potranno dunque rivelarsi di una certa intensità, accompagnati anche da qualche grandinata sulle zone suddette ma anche, in serata, tra Toscana e Marche. Su queste ultime regioni sarà determinante l’apporto di calore e umidità veicolato da un nastro trasportatore nuvoloso parallelo risalente dal nord Africa verso le nostre regioni centro-meridionali e noto tecnicamente con il nome di Warm Conveyor Belt.
Autore : Luca Angelini