Maltempo di metà ottobre: tutti i dubbi dei modelli


Negli ultimi giorni si è fatta largo l’ipotesi di un peggioramento attorno alla metà di ottobre, un peggioramento di stampo nord-atlantico che avrebbe riportato un accenno di autunno sull’Europa centro-occidentale e finanche sull’Italia. Tale ipotesi è stata menzionata principalmente nel modello americano GFS, il quale persiste in questa sua visione che riporterebbe gran parte d’Italia in un contesto quantomeno più autunnale che estivo.
Ma più volte vi abbiamo parlato dei tanti dubbi riguardo a questa evoluzione meteorologica per la seconda decade del mese, in quanto il modello europeo ECMWF non è poi così tanto d’accordo con l’ipotesi avanzata dal collega americano.
Difatti, analizzando le simulazioni modellistiche più recenti, possiamo osservare una chiara discordanza tra i due principali centri di calcolo riguardo a quella che potrebbe essere il primo peggioramento di stampo autunnale del mese. Il modello americano GFS propone l’ingresso di una saccatura fresca nord-atlantica in movimento da ovest verso est, che regalerebbe quantomeno un paio di giorni autunnali con piogge diffuse dapprima al Nord, successivamente anche sul centro-sud con al seguito anche un discreto calo delle temperature.

Lo stesso, non possiamo dirlo per il modello europeo ECMWF, che mostra il solito anticiclone dominante su tutta l’Europa centro-occidentale. Tale differenza risiede principalmente nella ondulazione della corrente a getto, che nel modello americano è molto più marcata e dà vita a scambi meridiani decisamente più corposi, in grado anche di portare improvvisi cambi di tempo in ottica autunnale sul Mediterraneo.

Nel modello europeo, si osservano invece flussi freschi in allungamento sino verso il Nord Italia, mentre il resto della penisola si ritroverebbe ancora al di sotto dell’anticiclone anche a metà mese.

Ovviamente si tratta di tante varie ipotesi, ed è ancora praticamente impossibile capire quale di queste avrà la meglio sulle altre. Ciò significa che dovremo risentirci nei prossimi editoriali con aggiornamenti più dettagliati e più affidabili
Autore : Raffaele Laricchia
