LUNGO TERMINE STAGIONALI: gli effetti dello stratwarming sino a marzo?
Previsioni sulle anomalie a lunghissimo termine, suggeriscono un'evoluzione fredda e tutt'altro che stabile non soltanto nella terza decade di febbraio ma anche nel mese di marzo, il primo della primavera meteorologica.

Gli effetti dello stratwarming potrebbero avere un impatto anche a lungo e lunghissimo termine, arrivando persino a condizionare la primavera meteorologica, almeno nella sua prima parte. Per trarre queste conclusioni, ci basiamo su correlazioni statistiche, le quali mettono in luce uno stretto legame tra eventi estremi di riscaldamento stratosferico e le relative ripercussioni sulla circolazione in troposfera nelle settimane e nei mesi successivi; ebbene in questi studi è stato dimostrato come eventi di questo tipo abbiano
poi delle ripercussioni a lungo termine sull’assetto del Vortice Polare, propagandosi come un effetto farfalla, anche a distanza di settimane o mesi.
Importanti considerazioni possono essere fatte anche sulla base delle nuove previsioni stagionali calcolate dal modello europeo ECMWF, nelle quali possiamo osservare delle anomalie negative di temperatura sull’Europa che diventerebbero via via crescenti con il passare dei giorni. Queste previsioni mettono in
luce una prima fase di raffreddamento tra il lunedì 19 e domenica 25 febbraio, confermata anche dai Global Models. Tra il 26 febbraio ed il 4 marzo, le anomalie negative diventerebbero importanti su quasi tutto il continente.
Tra lunedì 19 febbraio e domenica 4 marzo, un trend avaro di precipitazioni è previsto sull’Europa centrale e nord-orientale, con picchi assoluti di secco ipotizzati sul Regno Unito e sulle coste occidentali della Norvegia. Sul
Mediterraneo le precipitazioni risulterebbero sopra la media.
Questo pattern suggerisce un’azione di tipo continentale, laddove la direzione di provenienza dei venti sarebbe orientale e quindi inserita in un contesto piuttosto secco.
L’eccezione sarebbe costituita dai paesi affacciati al Mediterraneo, laddove vi potrebbero essere "depressioni da contrasto" che sono in grado di spiegare il perchè delle anomalie positive sulle precipitazioni, concentrate proprio su questi settori.
Addentrandoci nel mese di marzo (lunedì 5, domenica 11) le anomalie negative di temperatura sarebbero IMPORTANTI su tutta l’Europa, con picchi di freddo considerevoli sui settori centrali ed orientali. Le precipitazioni risulterebbero sotto la norma su Penisola Scandinava, Russia, Europa centrale, paesi dell’est, sopra la media sull’Europa occidentale e sul Mediterraneo.
Anche in questo caso il pattern corrispondente a questo tipo di anomalie, sarebbe antizonale, quindi con moto prevalente delle correnti da est verso ovest, freddo su gran parte d’Europa, azioni più temperate ed umide su Penisola Iberica (Atlantico basso?) e sul Mediterraneo con le depressioni da contrasto.
Nel complesso, la parte conclusiva di febbraio ma soprattutto l’esordio della primavera meteorologica, convenzionalmente istituita al primo di marzo, mette in luce condizioni atmsferiche ancora pienamente invernali.
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Autore : William Demasi
