La svolta meteo? Probabilmente non prima dell’inizio di gennaio
Solo qualche sussulto da qui a fine anno. Si conferma invece un graduale cambiamento nello stato del tempo durante la prima decade di gennaio.
L’unico sussulto da qui a Natale lo vivranno le zone alpine di confine, le isole maggiori e l’estremo sud, ma per il resto non cambierà molto, sperimenteremo solo un temporaneo rinforzo della ventilazione da nord tra giovedì 21 e sabato 23 dicembre.
La neve cadrà sulle vallate più a nord dell’Ossola, del Canton Ticino, dell’alta Valtellina e dell’Alto Adige soprattutto nella giornata di venerdì 22 dicembre, ma sarà l’unica eccezione al dominio dell’anticiclone.
Per Natale tempo discreto o buono ovunque, salvo qualche annuvolamento basso al nord e sulla Toscana o locali situazioni nebbiose sulle pianure, in un contesto relativamente mite, soprattutto sulle coste e nelle ore diurne.
Nei giorni successivi il tempo comincerà a diventare gradualmente più dinamico e ci sarà un primo sterile tentativo delle saccature atlantiche di determinare qualche disturbo alla calma piatta anticiclonica: sembra così probabile un primo modesto passaggio frontale tra il 28 e il 30 dicembre, ma con conseguenze ancora tutte da valutare.

Più interessante invece appare la situazione dai primi giorni di gennaio, dove più di un modello evidenzia un’ondulazione maggiore delle correnti atlantiche e un indebolimento dell’anticiclone: questo consentirebbe il passaggio di impulsi perturbati in rapida successione, più o meno intensi, ma sufficienti per riportare dinamicità e precipitazioni intermittenti, anche di tipo nevoso sulle Alpi e su parte degli Appennini.


Sarebbe già un risultato: presto però per dire se sarà solo un momento di distrazione dell’alta pressione o l’inizio di un trend dinamico duraturo, volto a portarci anche la neve a quote basse. L’anticiclone però come sapete ha sempre sette vite, specie se la corrente a getto non dovesse smettere di spingere in modo forsennato.