La prima NEVE in pianura? Ecco dove e quando potrebbe cadere…
Situazione molto interessante per l'ultima decade del mese, aperta ad ogni soluzione.


Il vortice polare perderà un po’ di forza e compattezza, facendo frenare la corrente a getto, quel fiume d’aria che trasporta a velocità folle in quota tutti i cicloni che arrivano dall’Atlantico.
Questo cosa significa? Maggiore instabilità atmosferica anche nell’area mediterranea ma non solo, anche possibili risvolti freddi, mentre scendono le azioni degli anticicloni subtropicali. In altre parole durante la terza decade del mese di novembre e durante la prima decade di dicembre, le fasi di maltempo tardo autunnali o almeno un episodio invernale, potrebbe coinvolgere anche il nostro Paese.
Tutti però ci chiedono: quando arriverà la prima neve in pianura? Potrebbe succedere tutto in modo più repentino del previsto oppure i tempi potrebbero allungarsi molto. Quel che appare probabile è una bella imbiancata per le Alpi e in parte anche per l’Appennino prima della fine del mese.
Un assaggio lo sperimenteremo già tra venerdì 20 e sabato 21 dalle quote medie, ma sarà solo una sorta di episodio "apri pista", mentre molto più interessante è quanto potrebbe verificarsi tra il 25 novembre e i primi di dicembre.
Ecco alcune opzioni che potrebbero portare neve a quote basse soprattutto sul nord-ovest italiano, nella prima (prevista per venerdì 27) si nota l’affondo di una saccatura atlantica, un richiamo di aria umida e mite da sud ovest per il centro e il sud, a scorrere sopra uno strato freddo richiamato da est al nord, facile ipotizzare qualche fiocco a bassa quota sul nord-ovest, specie sul Piemonte:

Nella seconda c’è uno schema barico tipico: anticiclone scandinavo che rinforza improvvisamente e "contact" tra correnti atlantiche deviate a sud e freddo che rientra da est, qui più di una regione potrebbe sperimentare neve a quote basse, magari anche in pianura:

Infine vorremmo segnalarvi quanto potrebbe essere importante nell’economia della neve, l’alternarsi rapido dei cicloni in una sorta di saliscendi a ridosso del Mediterraneo centrale: ne passa uno e porta con sé fenomeni ed aria fredda, intervallo e poi subito un secondo, che sfrutterebbe l’aria fredda lasciata dal primo per portare neve a bassa quota. Guardate:

L’importante è che freni un po’ l’attività esagerata del vortice polare, altrimenti tutto si tradurrà in una mite variabilità senza fenomeni importanti e con l’alta pressione sempre pronta a proteggerci. Seguite gli aggiornamenti!
Autore : Alessio Grosso
