La diminuzione degli uragani
Nonostante quanto riferisce certa stampa, il numero degli uragani negli ultimi anni è calato, in maniera anche importante.

Sapete quale è stato l’anno con il maggior numero di uragani?
Il 2005? Macchè! Il 1886.
E quello più precoce? Il 7 marzo 1908.
E quello più tardivo? 31 dicembre 1954 peraltro esauritosi in mare.
L’uragano più longevo è invece Ginger, datato 1971, è vissuto per ben 20 giorni.
L’uragano con la maggior depressione è ancora fermo al 1935, con il “labour day”, quando la pressione scese a 892 mb.
Il numero di uragani per anno a partire dall’anno 1900 è stato più o meno costante, ma a partire dalla fine degli anni ’50, questo numero è calato progressivamente.
Oggi si registrano all’anno solo i tre quarti degli uragani che si verificavano agli inizi del secolo scorso e ben il 30% in meno tocca terra, un dato significativo che quasi nessuno menziona.
Dunque un aumento della concentrazione di anidride e parimenti della temperatura della Terra, non influenzerebbe in modo significativo eventi estremi come gli uragani, soggetti ad un ciclo multidecadale, svincolato dai capricci termici del Pianeta su corto raggio, ma più direttamente influenzato dall’andamento delle temperature superficiali degli oceani che, come sappiamo, reagiscono in modo estremamente lento e non sempre lineare, alle variazioni termiche in sede troposferica.
Autore : Alessio Grosso e Giuseppe Tito
