L’Italia rischia la siccità più severa dal 2003
Se l'anticiclone diverrà insormontabile i problemi legati alla siccità potranno diventare molto seri.

Quando si indebolirà in maniera importante e decisiva l’anticiclone?
Quando transiterà un fronte organizzato sulla Penisola in grado di scongiurare un aggravamento dei problemi legati alla siccità?
Quando si attiveranno temporali importanti anche al centro-sud?
Sono tutte domande a cui in questo momento è impossibile dare una risposta.
Per la prima volta siamo davvero disarmati di fronte a carte che non propongono nemmeno nel lungo termine una via d’uscita seria a questa persistenza così massiva dell’anticiclone e anche quando l’hanno proposta, sono state poi costrette quasi sempre a ridimensionarla, se non a cancellarla.
Passare quasi tutto l’anno sotto anticiclone ancora non era mai successo: dopo un inverno che aveva concentrato le sue precipitazioni quasi esclusivamente in Abruzzo, è arrivata una primavera molto anticiclonica e ben poco dinamica e un’estate di quelle toste, stile 2012 e non lontane dalle performances del 2003.
Al nord i nubifragi a ridosso delle Alpi hanno ridotto, parzialmente attenuato o forse meglio dire rimandato il problema, ma su alcune regioni la situazione rimane grave, come in Liguria ed Emilia-Romagna.
Al centro-sud la situazione è decisamente più grave e la crisi idrica riguarda un po’ tutte le regioni, dalla Toscana, alla Sardegna, passando per il Lazio; arrivando al sud la Sicilia brucia ed è tutto secco, ma non va meglio sulle altre regioni.
Di fronte a prospettive certamente non votate ad un cambio deciso di circolazione e a temperature costantemente sopra la media, possiamo senza ombra dubbio affermare che, se non dovesse piovere seriamente entro agosto, l’Italia rischia una siccità simile o anche peggiore del 2003.
Autore : Alessio Grosso
